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SLG-CUB POSTE: «Un’azienda che va avanti con propaganda su propaganda, per affermare, in ogni sede possibile, il suo totale rispetto per i dipendenti, poi, si ritrova con un mondo sotterraneo di disperazione, con lavoratori, con le patologie, che non vedono davanti una prospettiva seria e dignitosa per loro, restando continuamente in bilico tra stress e dolore.».

di Redazione —

«Hanno lavorato per anni oltre i propri limiti, ritrovandosi, infine, con la salute danneggiata, nel fisico e nella mente. Chi si aspettava da Poste Italiane un atteggiamento di riconoscimento, a fronte di un vero sacrificio patito per il lavoro svolto, continuamente sotto organico e sotto pressione, si è dovuto ricredere, nel modo più amaro. Sono i lavoratori “malati” di ‘Poste Italiane’, cioè dipendenti che hanno limitazioni sanitarie, che possono lavorare, ma con particolari accortezze, che soffrono sia le pene per le loro patologie, sia le pene per il trattamento subìto, che li esaspera sempre più e li distrugge nel morale.

In ciò, una parte importante la svolge il cosiddetto “medico competente”, che, è previsto dalla legge per tutelare chi ha “problemi di salute”, non certo per calpestarlo. Così, un’azienda che va avanti con propaganda su propaganda, per affermare, in ogni sede possibile, il suo totale rispetto per i dipendenti, poi, si ritrova con un mondo sotterraneo di disperazione, con lavoratori, con le patologie, che non vedono davanti una prospettiva seria e dignitosa per loro, restando continuamente in bilico tra stress e dolore. SLG-CUB Poste continuerà a denunciare questa situazione, anche agli Organi competenti, perché non è accettabile, invitando i lavoratori a reagire e a segnalare il proprio caso», si legge nella nota di CUB Poste, inviata agli organi di informazione, relativa al modo con cui vengono trattati i dipendenti malati da Poste Italiane.   

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