L’associazione culturale ‘Puglia Bella’, che si occupa anche della sensibilizzazione sul tema violenza contro le donne, chiede di dar voce ad una proposta strutturale in favore delle vittime di violenza.

di Redazione —

L’Associazione culturale Puglia Bella, che, dal 2017, si occupa della sensibilizzazione sul tema della violenza contro le donne, attraverso alcune mostre fotografiche curate da Francesco Lippolis, alle cui giornate inaugurali hanno presenziato personalità istituzionali, sanitarie, ecclesiastiche, giuridiche e militari, relazionando su questo tema, molto delicato, purtroppo sempre al centro delle cronache nere quotidiane, nel 2020, a causa pandemia globale da Covid-19 non è riuscita ad organizzare il consueto evento, però, questo, non ha impedito la riflessione su quello che si potrebbe continuare a fare, come dichiara il segretario dell’associazione culturale, Giuseppe Laera: «Ripensando a tutti gli interventi dei vari relatori, che ci hanno onorato della loro presenza, la parola violenza è sicuramente il filo conduttore, ma la violenza non genera solo il trauma, molto spesso si esplica in lesioni fisiche che sono cose reali. Quando una donna subisce violenza fisica necessita di cure mediche che vengono prestate in Pronto Soccorso. Mediamente una donna, che subisce violenza fisica, dichiara in accettazione “di essere caduta”.

Paura? Inconsapevolezza? Sudditanza?
Proponiamo che i Pronto Soccorso di Puglia si amplino accogliendo in organico la presenza fissa degli psicologi h24 nella modalità consueta della turnazione, affinchè, ogni vittima di violenza sia accolta e aiutata in emergenza, agevolando molto anche il lavoro dei medici.
Una proposta complessa e strutturale, ma ci sembra un dovere civico in quanto le statistiche parlano di un aumento dei casi di violenza domestica proprio in questo momento pandemico.
Non siamo dei tecnici, ma questa strutturazione potrebbe essere sostenuta economicamente dai prossimi investimenti del ‘Recovery Plan’ se pianificato.
Per di più, se allarghiamo l’orizzonte, gli psicologi in pronto soccorso potrebbero dare il loro valido aiuto per tutte le necessità che i pazienti manifestano in genere e ridurre i carichi di tensione, nonché, per l’assistenza ai parenti per il post comunicazioni dolorose e contenimento dei lutti e, perchè no, anche in aiuto degli stessi medici e personale sanitario quando per stress manifestano il ‘burn-out’.
Chiediamo a tutte le istituzioni e personalità di aiutarci ed inviarci i loro contributi e/o pensieri sulla nostra proposta a pugliabellatv@gmail.com, per rendere possibile la realizzazione di convegno dal titolo ‘Psicologi in Pronto Soccorso: Un aiuto per le vittime di violenza, un sostegno per tutti’.».

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