All’8 ottobre 2021, più di 11.000 medici e scienziati medici, dato in continuo aggiornamento, perchè hanno firmano e continuano a firmare, la “Dichiarazione di Roma“, in segno di protesta e condanna per «la strategia globale nel trattare il COVID, accusando i responsabili politici di potenziali “crimini contro l’umanità” nell’impedire ai medici di fornire cure salvavita ai loro pazienti e sopprimere discussione scientifica aperta», lanciano una nuova piattaforma informativa.

di Piero Mastroiorio —

Una “Dichiarazione dei medici” prodotta da un’alleanza internazionale di medici e scienziati condanna fermamente «la strategia globale per trattare COVID, accusando i responsabili politici di potenziali “crimini contro l’umanità” nell’impedire ai medici di fornire cure salvavita ai loro pazienti e sopprimere discussione scientifica aperta», si legge in un articolo del giornalista Maurizio Blondet, che riprende, a sua volta, un articolo del Global Covid Summit.

Il documento in cui si legge come «le raccomandazioni terapeutiche “taglia unica” hanno portato a malattie e morte inutili», alle 13:00 ET dell’8 ottobre 2021, oltre 11.400 medici e scienziati, dato in continuo aggiornamento, avevano firmato la Dichiarazione di Roma, nome dovuto al fatto che un gruppo di medici e scienziati si è incontrato a Roma all’inizio di settembre, per un vertice globale di tre giorni sul Covid per parlare di «verità al potere sulla ricerca e sul trattamento della pandemia di Covid». Il summit, che si è tenuto dal 12 al 14 settembre, ha offerto ai professionisti del settore medico l’opportunità di confrontare gli studi e valutare l’efficacia dei vari trattamenti che sono stati sviluppati negli ospedali, negli studi medici e nei laboratori di ricerca di tutto il Mondo.

«La Dichiarazione dei medici è stata letta per la prima volta al vertice di Roma sul Covid, catalizzando un’esplosione di sostegno attivo da parte di scienziati medici e medici di tutto il Mondo. Questi professionisti non si aspettavano minacce di carriera, assassinio di personaggi, documenti e ricerche censurati, account social bloccati, risultati di ricerca manipolati, studi clinici e osservazioni dei pazienti vietati e la loro storia professionale e risultati alterati o omessi dai media accademici e tradizionali», si legge nel documento.

Il dottor Robert Malone, architetto della piattaforma per il vaccino mRNA, ha reso noto ai vertici la Dichiarazione di Roma (qui in italiano) in cui si legge: «Migliaia di persone sono morte a causa del Covid a causa del rifiuto di cure precoci salvavita. La Dichiarazione è un grido di battaglia dei medici che combattono quotidianamente per il diritto di curare i propri pazienti e il diritto dei pazienti a ricevere tali trattamenti, senza timore di interferenze, ritorsioni o censure da parte del governo, delle farmacie, delle società farmaceutiche e della grande tecnologia. Chiediamo che questi gruppi si facciano da parte e onorino la santità e l’integrità della relazione medico-paziente, la massima fondamentale “Prima non fare del male” e la libertà dei pazienti e dei medici di prendere decisioni mediche informate. La vita dipende da questo.

Noi medici del mondo, uniti e fedeli al giuramento di Ippocrate, riconoscendo la professione di medico come la conosciamo a un bivio, siamo costretti a dichiarare quanto segue;
CONSIDERATO che è nostra massima responsabilità e dovere sostenere e ripristinare la dignità, l’integrità, l’arte e la scienza della medicina;
CONSIDERANDO che c’è un attacco senza precedenti alla nostra capacità di prenderci cura dei nostri pazienti;
CONSIDERANDO che i responsabili delle politiche pubbliche hanno scelto di imporre una strategia di trattamento “taglia unica”, con conseguente malattia e morte inutili, piuttosto che sostenere i concetti fondamentali dell’approccio individualizzato e personalizzato alla cura del paziente che si è dimostrato sicuro e più efficace;
CONSIDERANDO che i medici e gli altri operatori sanitari che lavorano in prima linea, utilizzando le loro conoscenze di epidemiologia, fisiopatologia e farmacologia, sono spesso i primi a identificare nuovi trattamenti potenzialmente salvavita;
CONSIDERANDO che i medici sono sempre più scoraggiati dall’impegnarsi in un discorso professionale aperto e nello scambio di idee su malattie nuove ed emergenti, non solo mettendo in pericolo l’essenza della professione medica, ma soprattutto, più tragicamente, la vita dei nostri pazienti;
CONSIDERANDO che a migliaia di medici viene impedito di fornire cure ai propri pazienti, a causa delle barriere poste da farmacie, ospedali e agenzie di sanità pubblica, che rendono la stragrande maggioranza degli operatori sanitari impotenti a proteggere i propri pazienti di fronte alla malattia. I medici stanno ora consigliando ai loro pazienti di andare semplicemente a casa (permettendo al virus di replicarsi) e tornare quando la loro malattia peggiora, causando centinaia di migliaia di morti inutili di pazienti, a causa del mancato trattamento;
CONSIDERANDO che questa non è medicina. Questa non è cura. Queste politiche possono effettivamente costituire crimini contro l’umanità.

ORA QUINDI:
ABBIAMO DECISO, che il rapporto medico-paziente deve essere ripristinato. Il vero cuore della medicina è questa relazione, che consente ai medici di comprendere al meglio i loro pazienti e le loro malattie, di formulare trattamenti che diano le migliori possibilità di successo, mentre il paziente è un partecipante attivo nella loro cura.
ABBIAMO DECISO, che l’intrusione politica nella pratica della medicina e nel rapporto medico/paziente debba finire. I medici e tutti gli operatori sanitari devono essere liberi di praticare l’arte e la scienza della medicina senza timore di ritorsioni, censure, calunnie o azioni disciplinari, inclusa la possibile perdita di licenze e privilegi ospedalieri, perdita di contratti assicurativi e interferenze da parte di enti governativi e organizzazioni – che ci impediscono ulteriormente di prenderci cura dei pazienti bisognosi. Più che mai, il diritto e la capacità di scambiare risultati scientifici oggettivi, che favoriscono la nostra comprensione della malattia, devono essere protetti.
ABBIAMO DECISO, che i medici devono difendere il loro diritto di prescrivere un trattamento, osservando il principio PRIMA, NON FARE DANNO. Ai medici non deve essere impedito di prescrivere trattamenti sicuri ed efficaci. Queste restrizioni continuano a causare malattie e morte inutili. I diritti dei pazienti, dopo essere stati pienamente informati sui rischi e sui benefici di ciascuna opzione, devono essere ripristinati per ricevere tali trattamenti.
ABBIAMO DECISO, che invitiamo i medici di tutto il mondo e tutti gli operatori sanitari a unirsi a noi in questa nobile causa mentre ci sforziamo di ripristinare la fiducia, l’integrità e la professionalità nella pratica della medicina.
ABBIAMO DECISO, che invitiamo gli scienziati di tutto il mondo, che sono esperti nella ricerca biomedica e sostengono i più alti standard etici e morali, a insistere sulla loro capacità di condurre e pubblicare ricerche obiettive ed empiriche senza timore di ritorsioni sulla loro carriera, reputazione e mezzi di sussistenza.
ABBIAMO DECISO, che invitiamo i pazienti, che credono nell’importanza della relazione medico-paziente e nella capacità di essere partecipanti attivi nella loro cura, a richiedere l’accesso a cure mediche basate sulla scienza.».

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Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
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