La Federazione Optime, Osservatorio per la Tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia, nell’annunciare l’invio di lettere di richiamo e informazione, indirizzate ad alcuni produttori e importatori di sigarette elettroniche usa e getta, ricorda che sono apparecchiature elettroniche a tutti gli effetti, per cui vanno smaltite correttamente.

di Redazione —

«C’è molta confusione in materia sia tra i consumatori, che sembrano non essere consapevoli di maneggiare un oggetto che va smaltito correttamente, sia tra i produttori e gli importatori, che in molti casi eludono le normative in materia, ossia l’obbligo di finanziare mediante gli eco-contributi la raccolta differenziata e il corretto trattamento dei rifiuti derivanti da queste apparecchiature», dice la Federazione Optime, Osservatorio per la Tutela del Mercato dell’Elettronica in Italia, sottolineando come le sigarette elettroniche usa e getta siano, a tutti gli effetti, apparecchiature elettroniche, per cui devono essere soggette a tutte le normative sui RAEE, Rifiuti da Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche, annunciando l’invio di diverse lettere di richiamo e informazione indirizzate ad alcuni produttori e importatori di queste apparecchiature, identificati a seguito di una prima indagine.

Per Optime, inoltre, è altrettanto fondamentale un’attività educativa nei confronti dei consumatori, che «troppo spesso abbandonano, dove capita, i prodotti da buttare, come fossero normali rifiuti indifferenziati, non sapendo che sono invece RAEE e che come tali devono essere conferiti presso i centri di raccolta o presso i rivenditori che mettono a disposizione i contenitori per la raccolta 1 contro 0.».

Cosa sono i RAEE?

I RAEE non sono altro che rifiuti derivati dalla dismissione di apparecchiature elettriche ed elettroniche, segnalati con un marchio apposito, che, come si legge sul sito dell’UE «indica che il prodotto non deve essere smaltito come rifiuto non selezionato ma deve essere inviato a strutture di raccolta separate per il recupero e il riciclaggio. La marcatura RAEE deve figurare su tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche immesse sul mercato dell’UE.».

Come smaltire i rifiuti elettronici?

Alla domanda si può rispondere con le parole del Centro di Coordinamento RAEE, che spiega: «il cittadino o consumatore deve raccogliere in modo separato le proprie apparecchiature elettriche ed elettroniche non più funzionanti o di cui si vuole liberare, conferendole gratuitamente presso il centro di raccolta del proprio Comune oppure riconsegnandole a un rivenditore di AEE secondo due modalità di ritiro: 1 contro 1 e 1 contro 0.
In particolare il ritiro 1 contro 1, disciplinato dal D.M. 65/2010, consiste nella consegna del proprio RAEE al negoziante al momento dell’acquisto di un nuovo prodotto equivalente e riguarda anche gli acquisti online. Mentre il ritiro 1 contro 0, previsto dal D.M. 121/2016, consiste nella consegna dei propri RAEE di dimensioni inferiori ai 25 cm presso i punti vendita con superfici dedicate alla vendita delle AEE superiori ai 400 mq. Il servizio è facoltativo per i punti vendita con superfici inferiori.
I rivenditori di AEE possono gestire i RAEE riconsegnati dai consumatori portandoli presso i centri di raccolta comunali convenzionati o costituendo propri luoghi di raccolta dei rifiuti elettronici, i cosiddetti luoghi di raggruppamento.
A questo punto i ‘Sistemi Collettivi’ si occupano del recupero dei RAEE raccolti dai centri di raccolta comunali e dai luoghi di raggruppamento e del loro trasporto agli impianti di trattamento specializzati e certificati presso il CdC RAEE, che svolgono attività di riciclo e valorizzazione dei materiali per ottenere materie prime-seconde da reintrodurre in nuovi processi produttivi
.».

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