Presentato dall’ISTAT il Rapporto “Ambiente Urbano”, relativo al 2020, che mostra come siano i capoluoghi metropolitani quelli più in difficoltà con la gestione dei rifiuti, raggiungono il 43,4% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, di cui otto hanno realizzato quote inferiori di raccolta differenziata rispetto all’anno precedente.

di Redazione —

Secondo quanto emerge dal Report “Ambiente Urbano”, relativo all’anno 2020, pubblicato dall’ISTAT, Istituto di Statistica nazionale, lo scorso 4 luglio 2022, nell’anno della pandemia, in tutta Italia, sono state prodotte 28.900.000 tonnellate di rifiuti urbani, il 3,6% in meno rispetto al 2019, passando da 502,7 a 487 kg per abitante.
Tuttavia si è registrato, allo stesso tempo, un rallentamento dei progressi della raccolta differenziata, che, in tutta Italia, si attesta al 63%. L’obiettivo del 65% di raccolta differenziata, fissato dal D.Lgs 152/2006, avrebbe dovuto essere raggiunto su tutto il territorio nazionale entro il 2012, ma non è stato ancora conseguito da molti comuni, nonostante la riduzione dei rifiuti urbani sia l’obiettivo prioritario dettato dall’Unione europea tramite la Direttiva 2008/98/CE, avente come obiettivo la riduzione dei danni alla salute umana e all’ambiente, nel rispetto della sostenibilità.

Sono i capoluoghi metropolitani quelli più in difficoltà con la gestione dei rifiuti: raggiungono, infatti, il 43,4% di raccolta differenziata dei rifiuti urbani, registrando un decremento di 0,4 punti percentuali rispetto all’anno precedente. Ben otto dei 14 capoluoghi metropolitani hanno realizzato, nel 2020, quote inferiori di raccolta differenziata rispetto all’anno precedente: Catania (-4,9 punti percentuali), Reggio di Calabria (-3,2), Palermo (-2,9), Napoli (-1,8), Bari (-1,6), Roma (-1,5), Firenze (-0,5) e Genova (-0,1). Per contro, Cagliari e Venezia sono i primi capoluoghi metropolitani a conseguire l’obiettivo del 65%, incrementando le proprie quote di raccolta differenziata, rispettivamente di 6,4 e 4,3 punti percentuali, sull’anno precedente.
Riguardo ai materiali, la frazione organica rappresenta la quota prevalente di rifiuti urbani raccolti in modo differenziato, pari al 34,5%, con un 24,8% a livello nazionale. Segue la carta con il 24,9% della raccolta differenziata ed il vetro con il 12,5%. Nei capoluoghi di città metropolitana, invece, la carta occupa il primo posto tra i materiali raccolti con il 29,9%, seguita dalla frazione organica al 28,8% ed dal vetro al 14,3%.

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