Stando alle disposizioni, oltre al personale scolastico, per cui il lasciapassare è obbligatorio, anche i genitori dovranno essere in possesso della ‘certificazione verde’ per poter accedere agli istituti, ma «NON SI APPLICANO AI BAMBINI, AGLI ALUNNI e AGLI STUDENTI, nonché, ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori.».

di Piero Mastroiorio —

La scuola è iniziata da poche ore è la polemica sulla novità non cenna a sopirsi e in molte città italiane ci sono cortei che manifestano il loro disappunto al lasciapassare, per gli esterofili Green Pass, regolamentato con il Decreto Legge del 10 settembre, pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che stabilisce: «chiunque accede alle strutture delle istituzioni scolastiche, educative e formative […] deve possedere ed è tenuto a esibire la certificazione verde COVID-19…».
Stando alle disposizioni, oltre al personale scolastico per cui il lasciapassare è obbligatorio, anche i genitori dovranno essere in possesso della certificazione verde per poter accedere agli istituti, ma, le nuove norme, come specifica il decreto, che restano in vigore sino al 31 dicembre prossimo, termine di cessazione dello stato di emergenza, «NON SI APPLICANO AI BAMBINI, AGLI ALUNNI e AGLI STUDENTI, nonché, ai frequentanti i sistemi regionali di formazione, ad eccezione di coloro che prendono parte ai percorsi formativi degli Istituti tecnici superiori.».

Una notizia, questa, che ha suscitato dubbi e perplessità, come sottolineato da Antonello Giannelli dell’ANP, Associazione nazionale dirigenti pubblici e alte professionalità della scuola, già Associazione Nazionale Presidi, organizzazione sindacale dei dirigenti delle istituzioni scolastiche, che così ha dichiarato all’Agenzia di stampa  Adnkronos: «Si rischia un ulteriore aggravio di lavoro per il personale scolastico, che dovrà controllare le certificazioni ogni giorno” e per i genitori che “dovranno stare in coda” in attesa di entrare a scuola.».
Dello stesso avviso Cristina Costarelli, presidente dei presidi del Lazio per l’ANP, che ha richiamato l’attenzione sulle scuole dell’infanzia ed elementari, sottolineando: «Creerà disagio in particolare nelle scuole dell’infanzia ed alle elementari anche la nuova norma che impone l’obbligo di presentazione di green pass a chiunque entri a scuola, genitori compresi. Noi ci organizzeremo con il personale a disposizione e potremmo anche usare l’organico covid per il controllo quotidiano delle certificazioni verdi degli accompagnatori dei bambini che, ricordo, dovranno essere presentate anche per un semplice accesso al cortile.».
Nel frattempo è stata avviata la piattaforma nazionale per il controllo del lasciapassare verde, che prevede per dirigenti scolastici, o i loro delegati, la messa a disposizione tale strumento per poter verificare ogni giorno, lo stato (attivo/non attivo) del green pass dei dipendenti scolastici, che, come spiegato in una nota del Ministero dell’Istruzione, il controllo avverrà in pochi passaggi: basterà entrare nel sistema e selezionare la propria scuola per poter visualizzare l’elenco dei pass attivi e non attivi. Il sistema è pensato per salvaguardare la privacy: non è possibile conoscere la motivazione di un eventuale green pass non attivo.
A proposito, si coglie l’occasione per ricordare le disposizioni del Granate della Privacy contenute nel decalogo utile a controllare la non violazione delle disposizioni fornite in merito alla privacy dei cittadini italiani riguardo a vaccino e carta verde.

L’Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Garlatti, in occasione del ritorno a scuola, ha inviato una lettera agli studenti con l’augurio per l’anno appena cominciato ed inviato gli insegnanti ad ascoltare con maggiore attenzione i giovani e le loro esigenze, in cui, si legge: «È con le difficoltà che si cresce, perché sfidano a trovare soluzioni, ad adattare la propria vita, a usare quell’intelligenza e quelle doti dei più giovani che gli adulti troppo spesso non prendono in adeguata considerazione.  
Gli insegnanti, ad esempio, potrebbero chiedere come vi sentite, quali sono le vostre esigenze e aspettative. Così dovrebbero fare tutti coloro che prendono una decisione che vi riguarda. Il futuro è vostro, state diventando più forti per affrontarlo. Sta a noi adulti ascoltarvi.
A voi chiediamo impegno e passione nello studio.
Vi chiediamo di saper apprendere anche dalle relazioni che avrete all’interno della scuola, tanto con i coetanei quanto con gli adulti. È una grande occasione quella che vi si offre, dopo un periodo così duro.
Da parte mia come Autorità garante per l’infanzia e l’adolescenza ci sarà tutto l’impegno possibile affinché tutte e tutti abbiate una scuola di qualità, senza differenze tra zone d’Italia, condizione o provenienza. Compito dell’Autorità sarà anche ascoltarvi, lo farà anche tra alcune settimane con un’iniziativa online riservata agli studenti, per arrivare a definire la scuola che vorreste.».

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