OLSSON: «La maggior parte dei Paesi ricchi non solo non riesce a fornire ambienti sani ai bambini all’interno dei propri confini, ma contribuisce anche alla distruzione degli ambienti in cui vivono i bambini in altre parti del Mondo. In alcuni casi, i Paesi che forniscono ambienti relativamente sani per i bambini nel proprio Paese sono tra i maggiori responsabili dell’inquinamento, che distrugge gli ambienti dei bambini all’estero.».

di Piero Mastroiorio —

L’ultima Report CardLuoghi e Spazi – Ambiente e benessere dei bambini” pubblicata dal Centro di Ricerca UNICEF Innocenti, mettendo a confronto i risultati di 39 Paesi dell’Unione Europea e dell’OCSE, Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico, nel fornire ambienti sani ai bambini e prendendo in considerazione indicatori come l’esposizione a inquinanti nocivi, tra cui aria tossica, pesticidi, umidità e piombo, accesso alla luce, agli spazi verdi, a strade sicure,  contributo dei Paesi alla crisi climatica, al consumo di risorse e allo smaltimento dei rifiuti elettronici, rivela come la maggior parte dei Paesi ricchi sta creando condizioni malsane, pericolose e nocive per i bambini di tutto il Mondo. In particolare, nel report, è emerso che oltre 20.000.000 di bambini in questo gruppo di Paesi hanno livelli elevati di piombo nel loro sangue, una delle sostanze tossiche ambientali più pericolose e che, in Belgio, Repubblica Ceca, Israele, Paesi Bassi, Polonia e Svizzera, oltre 1 bambino su 12 è esposto a elevato inquinamento da pesticidi.

«La maggior parte dei Paesi ricchi non solo non riesce a fornire ambienti sani ai bambini all’interno dei propri confini, ma contribuisce anche alla distruzione degli ambienti in cui vivono i bambini in altre parti del Mondo. In alcuni casi, vediamo che i Paesi che forniscono ambienti relativamente sani per i bambini nel proprio Paese sono tra i maggiori responsabili dell’inquinamento, che distrugge gli ambienti dei bambini all’estero», ha dichiarato Gunilla Olsson, Direttore del Centro di Ricerca UNICEF Innocenti.
Secondo la Report Card, l’Italia si colloca 6° posto, su 39 Paesi, nella classifica generale delle condizioni ambientali che influenzano il benessere dei bambini nei Paesi industrializzati e, in particolare, risulta essere in buona posizione, 7^, per quanto riguarda “inquinamento dell’aria e dell’acqua e avvelenamento da piombo”, in posizioni medie, 16^ e 14^, rispettivamente per “sovraffollamento, spazi verdi urbani e sicurezza stradale” e “‘numero di pianeti Terra consumati’, produzione di rifiuti elettronici ed emissioni di CO2 basate sui consumi”.

Le maggiori criticità sono legate, invece, alla situazione abitativa: in particolare, la percentuale di famiglie con bambini che hanno difficoltà a riscaldare la propria abitazione (10%), le famiglie che vivono in un’abitazione sovraffollata (18,9%), la percentuale di bambini sotto i 6 anni che vivono in condizioni di disagio abitativo grave (5,9%) e le condizioni di sovraffollamento nel 20% delle famiglie con il più basso reddito (24,3%).
Alla luce dei dati emersi dall’indagine sull’ambiente e il benessere dei bambini, l’UNICEF chiede che i governi a livello nazionale, regionale e locale siano all’avanguardia nel migliorare l’ambiente in cui vivono oggi i bambini, riducendo i rifiuti, l’inquinamento dell’aria e dell’acqua e garantendo abitazioni e quartieri di alta qualità, di migliorare le condizioni ambientali dei bambini più vulnerabili, di garantire che le politiche ambientali siano a misura di bambino e di coinvolgere i bambini, quindi, chiede a governi ed imprese di intraprendere, subito, azioni efficaci per onorare gli impegni presi per ridurre le emissioni di gas serra entro il 2050.

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