L’associazione in audizione al Senato chiede coraggio politico: “Non va licenziata una legge che abbandona chi cura”. Nel mirino il vincolo delle 91 ore settimanali.
di Redazione —
«Chiediamo di poter riscrivere insieme queste norme per dare dignità, libertà e diritti certi a chi, ogni singolo giorno, si prende cura della parte più fragile del nostro Paese», le parole con cui Cittadinanzattiva, durante l’audizione presso la 10ª Commissione del Senato sul disegno di legge sui caregiver, ha chiesto ai parlamentari «coraggio politico e responsabilità civica». L’obiettivo è modificare profondamente il testo che punta a riordinare la disciplina del caregiver familiare, ovvero chi si occupa gratuitamente e quotidianamente di anziani non autosufficienti e disabili.

Il testo in discussione presenta gravi criticità, a partire dall’importo economico: un massimo di 400 euro mensili erogati trimestralmente, stimati dalle opposizioni in poco più di un euro l’ora. Per ottenerli, il caregiver convivente deve garantire almeno 91 ore di assistenza settimanali, 13 ore al giorno, non lavorare o entro i 3.000 euro lordi annui e avere un ISEE inferiore a 25.000 euro.
«La legge sui caregiver deve essere all’altezza di milioni di cittadini che sentono la fatica, fisica e psicologica, dell’assistenza a persone care e che molto spesso devono limitare la loro vita sociale e lavorativa. Per questo ai Senatori della Commissione chiediamo coraggio politico e responsabilità civica: non va licenziata una legge che abbandona chi cura in una condizione di isolamento. Il Parlamento deve decidere se approvare una norma manifesto o una legge quadro di vera garanzia: riconoscere il caregiver non è carità, è tutelare l’Articolo 32 della Costituzione», ha detto Isabella Mori, responsabile tutela di Cittadinanzattiva.
Le quattro richieste di modifica per dare dignità alla cura
L’associazione ha avanzato proposte correttive strutturate su quattro punti essenziali:
- Abolire la soglia delle 91 ore: Cittadinanzattiva chiede di cancellare questo conteggio orario, definito una “disumana gerarchia della cura” che sancisce per legge l’annullamento della persona, affidando la valutazione alle Unità di Valutazione Multidimensionale.
- Riconoscere giovani caregiver e “affetti scelti“: viene chiesta l’eliminazione del vincolo dei 40 km di distanza tra caregiver e assistito. Si chiede inoltre di tutelare i giovani caregiver con crediti formativi e percorsi scolastici dedicati per contrastare la dispersione scolastica.
- Un Fondo regionale da 100 milioni: finanziato tramite la Legge di Bilancio a partire dal 2027, il fondo dovrà garantire servizi di informazione, sollievo, orientamento, supporto psicologico e formazione.
- Pacchetto previdenza, sicurezza e lavoro: le richieste includono la contribuzione figurativa fino a 3 anni, la qualifica di lavoro usurante, l’estensione dell’assicurazione INAIL gratuita, il diritto a part-time e smart working, una riserva del 2% nei concorsi pubblici, spese di cura detraibili al 50% e visite specialistiche domiciliari nei LEA per i caregiver.

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