L’ultimo studio Altems Advisory analizza il funzionamento dei prontuari terapeutici regionali e i principali fattori che influenzano l’accesso ai farmaci, evidenziando fragilità strutturali comuni a più Regioni.

di Redazione —

L’ultimo report di Altems Advisory, dell’Alta scuola di economia e management dei sistemi sanitari dell’Università Cattolica del Sacro Cuore, dal titolo “Analisi della governance dell’accesso ai farmaci nelle Regioni Italiane: ruolo, struttura e prospettive dei prontuari terapeutici regionali”, analizza il funzionamento dei prontuari terapeutici regionali e i principali fattori che influenzano l’accesso ai farmaci, evidenziando fragilità strutturali comuni a più Regioni, rilevando come sul fronte della governance dell’accesso ai farmaci nelle Regioni italiane persistono numerose criticità operative che incidono in modo significativo sui tempi e sulle modalità di disponibilità dei medicinali per i pazienti. Le differenze organizzative e procedurali tra i diversi territori continuano, infatti, a generare una marcata variabilità regionale, con effetti diretti sull’equità del Servizio sanitario nazionale. .

Una delle principali criticità riguarda la tempestività e la completezza delle informazioni trasmesse dall’AIFA, Agenzia italiana del farmaco, alle Regioni, in particolare per quanto concerne gli aspetti economici e contrattuali. A questo si aggiunge la frammentazione dei flussi informativi e dei registri AIFA, che ostacola l’interoperabilità tra i diversi livelli istituzionali e rallenta i processi decisionali a livello territoriale.

Il report segnala inoltre un significativo gap temporale tra l’inserimento di un farmaco nei PTR, Prontuari terapeutici regionali e la sua effettiva disponibilità sul territorio. Tale ritardo è spesso legato alle differenze nei processi di acquisto, ai tempi tecnici delle centrali di committenza regionali e all’attivazione dei centri prescrittori. Questi elementi contribuiscono a posticipare l’accesso alle terapie, anche in presenza di valutazioni già concluse a livello centrale.

Dallo studio emerge come alcune Regioni adottino modelli di governance più maturi, caratterizzati da strutture multidisciplinari e da un’integrazione sistematica dell’HTA, Health Technology Assessment. Altre, invece, presentano assetti meno strutturati e tendono a replicare valutazioni cliniche, economiche e organizzative già effettuate a livello nazionale. Questa duplicazione dei processi rappresenta una delle principali cause dei ritardi nell’accesso ai farmaci innovativi. Per mitigare le disfunzioni evidenziate, gli autori del report suggeriscono un percorso di semplificazione e standardizzazione. Tra le principali indicazioni figurano la “de-burocratizzazione” dei processi, la centralizzazione degli strumenti informativi e di indirizzo, il rafforzamento della multidisciplinarietà e una maggiore trasparenza decisionale. In quest’ottica, l’introduzione di tempistiche massime, per la contrattualizzazione e una più forte regia nazionale, potrebbero contribuire a ridurre le disuguaglianze territoriali, garantire un accesso più equo e tempestivo ai farmaci.

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