Entrata in vigore, in Europa, la nuova normativa che rafforza la tutela delle acque superficiali e sotterranee, aggiungendo, nell’elenco degli inquinanti idrici, nuove sostanze, fra cui alcuni PFAS, farmaci e pesticidi.

di Redazione —

«L’attuazione delle nuove norme renderà l’UE più resiliente in materia di risorse idriche, contribuendo al raggiungimento dei suoi obiettivi di zero inquinamento e resilienza idrica», spiega la Commissione europea riguardo l’entrata in vigore dallo scorso 11 maggio 2026 di una nuova legge sulla tutela delle acque in Europa, una direttiva UE che rivede gli elenchi degli inquinanti nelle acque superficiali e sotterranee. La revisione, proposta dalla Commissione nel 2022, garantirà che gli elenchi di sostanze inquinanti dell’acqua siano allineati alle più recenti raccomandazioni scientifiche e che le nuove sostanze siano monitorate più attentamente e soggette a controlli più rigorosi nelle acque superficiali e sotterranee.

Come conseguenza dell’aggiornamento,  verranno adattati tre atti legislativi dell’UE: la Direttiva quadro sulle acque , la Direttiva sugli standard di qualità ambientale e la Direttiva sulle acque sotterranee. Gli Stati Ue dovranno recepire le modifiche apportate alle direttive entro il 22 dicembre 2027. L’Unione europea ha aggiornato il suo elenco di inquinanti idrici, che si arricchisce di nuove sostanze, per comprendere quelle che danneggiano l’ambiente e la salute. Gli elenchi aggiornati comprendono alcune sostanze per- e polifluoroalchiliche, PFAS note come «sostanze chimiche eterne», fra cui il TFA, i pesticidi e i prodotti farmaceutici, tutti con effetti nocivi ben documentati sull’ambiente o sulla salute umana. Per la prima volta saranno presi in considerazione anche le microplastiche, gli indicatori di resistenza antimicrobica e gli ecosistemi sensibili delle acque sotterranee.

Le nuove norme introducono, tra l’altro, l’obbligo del cosiddetto ”monitoraggio basato sugli effetti”: anziché misurare i singoli inquinanti, questo metodo valuta il rischio complessivo per la qualità dell’acqua e ha il potenziale per rendere il monitoraggio più accurato ed efficiente. La revisione riduce, inoltre, gli oneri amministrativi a carico degli Stati membri, semplificando gli obblighi di rendicontazione e facilitando la condivisione dei dati di monitoraggio tra gli Stati membri e la Commissione attraverso strumenti digitali. Le nuove norme rafforzano inoltre la cooperazione transfrontaliera. «La revisione della normativa sulle acque contribuirà a ridurre l’inquinamento delle nostre acque causato da PFAS, pesticidi e altre sostanze chimiche nocive. Questo è esattamente ciò che ci siamo prefissati di fare nella strategia europea per la resilienza idrica: rendere l’Europa più resiliente in materia di acqua», spiega Jessika Roswall, commissaria per l’Ambiente.

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