E’ possibile richiedere il nuovo logo volontario, che blinda l’origine nazionale dei prodotti bio, contrastando il fenomeno dell’Italian Sounding, una svolta per la tracciabilità 100% Made in Italy.

di Redazione —

Debutta ufficialmente il “Marchio Biologico Italiano“, il nuovo logo istituito dal MASAF, Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, per blindare e riconoscere a colpo d’occhio le eccellenze del nostro comparto agroalimentare. Il sigillo, di proprietà esclusiva del Ministero, nasce per «valorizzare la materia prima nazionale e offrire una risposta concreta ai consumatori che cercano la massima garanzia di qualità e tracciabilità».

L’adesione al marchio è su base volontaria e contrassegnerà solo i prodotti realizzati con materie prime agricole 100% italiane, già identificati dalle diciture “Agricoltura Italia” o “Acquacoltura Italia“. Dal 15 settembre le aziende possono presentare l’istanza d’uso al Ministero, seguendo le regole fissate dal regolamento attuativo. La normativa specifica che il logo nazionale non sostituirà quello dell’Unione Europea: dovrà essere apposto nello stesso campo visivo, ma senza mai superare le dimensioni del simbolo UE.

L’iniziativa incassa il pieno sostegno del settore, tanto che Coldiretti Bio ha sottolineato: «Questo strumento rappresenta un passo importante per valorizzare le produzioni nazionali e offrire ai cittadini uno strumento immediato per riconoscere il biologico ottenuto da materia prima agricola italiana.». Un supporto che arriva in un momento cruciale: dopo un decennio di forte espansione (+32,4% di ettari coltivati), il comparto ha registrato una frenata nel 2025, con un calo del 5,4% della superficie agricola bio e una flessione dell’1,8% degli operatori.

Sulla stessa linea d’onda Enrico Amico, presidente di Demeter Italia, evidenziando il valore strategico della novità in concomitanza con la giornata europea del bio, ha sottolineato: «La scelta dell’Italia di celebrarla con il lancio di un marchio a difesa dell’origine italiana va nella direzione giusta: quella della trasparenza, della tutela e del riconoscimento del lavoro di chi produce nel rispetto di disciplinari di certificazione.».

Secondo l’associazione dei produttori biodinamici, il marchio si rivelerà un’arma fondamentale per la competitività sui mercati: «Rappresenta una garanzia concreta per quei produttori che lavorano quotidianamente ai massimi livelli di qualità certificata e uno strumento di tutela per i consumatori. In questo modo si difende una produzione che è costantemente minacciata dal fenomeno dell’Italian Sounding. Qualità, trasparenza e origine italiana devono essere riconoscibili su ogni scaffale, in Italia e nel Mondo.».

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