di Redazione —

Le stime diffuse dall’ISTAT, relative al mese di settembre, parlano di un’inflazione stabile, a più 1,6%, ma l’andamento dei prezzi di alimentari e scuola sono al centro delle preoccupazioni dei consumatori. L’impatto sulle famiglie sta nell’andamento di alcuni comparti e settori chiave, dove, con i prezzi al rialzo comprimere la spesa diventa davvero arduo: i prezzi degli alimentari fanno segnare un aumento del 3,8% su base annua, ad agosto erano a più 4%, mentre sulla scuola l’inflazione è al 3,2%.

«L’inflazione generale all’1,6% comporta un aggravio di spesa di 579 euro su base annua per una coppia con due figli. Di questi, 347 euro in più se ne vanno solo per i prodotti alimentari e le bevande analcoliche e 367 per il carrello della spesa», dicono l’UNC, Unione Nazionale Consumatori, che attraverso le parole del suo presidente, Massimiliano Dona, spiega: «I prezzi degli alimentari salgono ancora, anche se con ritmo inferiore. Inoltre, il calo dell’inflazione congiunturale, -0,2% ad agosto, è solo un’illusione ottica dovuta al crollo dei prezzi delle voci legate alle vacanze. Il record dei ribassi mensili, infatti, spetta al Trasporto marittimo, -30,5% su agosto. Al secondo posto i Voli Internazionali che precipitano del 24,1% in appena 30 giorni. Sul gradino più basso del podio i Pacchetti vacanza nazionali con -23,8%. Peccato che le ferie siano finite e che, quindi, quasi nessuno si avvantaggerà di questa riduzione.».

Le famiglie dovranno, invece, fare i conti con le spese per l’istruzione e, come sottolinea il Codacons: «si conferma la stangata scuola, con i rincari su libri di testo e materiale scolastico. I listini crescono, infatti, nel comparto istruzione: a settembre i prezzi del materiale scolastico, cartoleria e materiale da disegno, aumentano in media del +6,1% su anno, mentre i listini dei libri scolastici segnano un rialzo medio del +2,5% che, aggiunto al +3,8% dello scorso anno, porta la spesa media delle famiglie per i libri di testo a salire del +6,3% nell’ultimo biennio.».

I prezzi di alimentari e scuola pesano, dunque, sulle famiglie. I generi alimentari continuano a rincarare e l’aggravio di spesa, 347 euro annui a famiglia, comporta sulla generalità dei consumatori una stangata alimentare complessiva che, secondo Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti: «raggiunge i 6,2 miliardi di euro su base annua. Gli italiani stanno affrontando una stangata silenziosa. Mentre l’inflazione si mantiene stabile al +1,6%, alcuni comparti chiave per le famiglie registrano prezzi in sensibile ascesa. È il caso degli alimentari, il cui trend appare in forte crescita anche a settembre, registrando un +3,8% su anno, con punte del +4,8% per gli alimentari non lavorati.

Una situazione che preoccupa perché si tratta di beni primari di cui i cittadini non possono fare a meno, i cui aumenti incidono sulla capacità di spesa delle famiglie erodendo i redditi e cambiando profondamente le abitudini alimentari degli italiani. L’appello al governo è quello di rimettere mano al potere d’acquisto delle famiglie italiane che da anni non riparte, mentre nel resto d’Europa redditi, capacità di spesa e salari crescono in maniera costante.».

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