«Stiamo assistendo a una bomba sociale silenziosa. Mentre in Francia esiste un salario minimo di 1.802 euro mensili, in Italia milioni di famiglie vivono con la costante angoscia di non arrivare a fine mese. La differenza di tre giorni può sembrare poca cosa, ma rappresenta il 10-15% in meno di disponibilità mensile», dice il dr. Stefano Santin, direttore del Comitato EDUFIN, riguardo uno studio che ha rivelato la drammatica fragilità economica delle famiglie italiane rispetto all’Europa.

di Redazione —

Le famiglie italiane esauriscono le disponibilità bancarie già al 15°-16° giorno del mese. È quanto emerge dal nuovo studio dell’Osservatorio di Clinica del Debito diretto dal dr. Stefano Santin, componente del Comitato Interministeriale EDUFIN, ha analizzato la condizione finanziaria di 6.000 famiglie italiane confrontandola con i dati europei, di francesi, Eurostat, Banca d’Italia, nonché, supportato un’analisi giurisprudenziale delle procedure di sovraindebitamento, con Metodologia scientifica dello studio validata dal Comitato EDUFIN.

La ricerca “La Fragilità Finanziaria delle Famiglie Italiane dipinge un dramma in cifre:

  • il 28% delle famiglie italiane va regolarmente in rosso (contro il 24% francese)
  • i soldi finiscono al 15°-16° giorno del meze, contro il 18° della Francia
  • reddito medio italiano: €2.794 mensili (-855€ rispetto ai francesi)
  • 5.700.000 lavoratori guadagnano meno di 850 € netti al mese

Siamo al cospetto di una bomba sociale dalla deflagrazione silenziosa?

«Stiamo assistendo a una bomba sociale silenziosa. Mentre in Francia esiste un salario minimo di 1.802 euro mensili, in Italia milioni di famiglie vivono con la costante angoscia di non arrivare a fine mese. La differenza di tre giorni può sembrare poca cosa, ma rappresenta il 10-15% in meno di disponibilità mensile», dichiara il dr. Stefano Santin, direttore dell’Osservatorio.

Si può parlare di fenomeno del “finanziamento a catena”?

Alla domanda si risponde agevolmente con la rivelazione dello studio, un altro fenomeno drammatico, appunto, il “finanziamento a catena“, dove le famiglie contraggono nuovi prestiti per pagare i precedenti, accelerando la spirale del sovraindebitamento. La giurisprudenza più recente conferma violazioni sistematiche del principio del “merito creditizio” da parte del sistema bancario.

Chi sono i più colpiti?

Alla domanda risponde lo studio, i cui dati più drammatici riguardano i giovani e le famiglie numerose:

  • Giovani 25-34 anni: soldi finiti al 12°- 13° giorno del mese
  • Famiglie numerose monoreddito: situazione critica già dalla seconda settimana
  • Nuclei separati con obblighi di mantenimento: vulnerabilità estrema

Quale è la situazione dei “salari reali” e quali interventi servono per i redditi?

Alla domanda risponde il direttore dell’Osservatorio, spiegando: «Mentre la media UE ha visto crescere i redditi reali del +22% dal 2004l’Italia ha registrato un -4%. I salari reali italiani hanno perso il 10,5% del valore tra 2019-2024, registrando la performance peggiore di tutti i Paesi del G20. Non possiamo più ignorare questa emergenza. Serve un salario dignitoso al passo con l’aumento dei costi della vita, controlli rigorosi sul credito irresponsabile e politiche di sostegno immediate. Ogni giorno di ritardo significa migliaia di famiglie che scivolano verso il baratro del sovraindebitamento.».

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