Con l’aumento delle temperature la pollinazione di molte piante tende ad anticipare e a prolungarsi e, come spiegano dall’Ospedale Bambino Gesù: «La diagnosi delle allergie diventa più difficile.».

di Redazione —

Se fino a qualche anno fa la maggior parte delle allergie respiratorie si concentrava in primavera, oggi la pollinazione di molte piante tende ad anticipare e a prolungarsi, tanto che i sintomi delle allergie ai pollini iniziano prima e durano più a lungo a causa dell’aumento globale delle temperature. Questi cambiamenti complicano la diagnosi, soprattutto nei bambini che spesso sono sensibilizzati a più pollini contemporaneamente, come spiegano dal Bambino Gesù: «quando le stagioni polliniche si sovrappongono diventa più difficile individuare il polline responsabile dei sintomi basandosi solo sulla storia clinica del bambino.».

Per affrontare questa nuova situazione, accanto ai test tradizionali, come il test cutaneo e la ricerca delle IgE specifiche nel sangue, stanno assumendo un ruolo sempre più importante le diagnostiche molecolari «Questi esami, permettono di identificare non solo il polline responsabile, ma anche le singole molecole allergeniche presenti al suo interno. Alcune di queste componenti sono infatti associate a forme di allergia più intense o a un maggiore rischio di sviluppare asma», spiegano dall’Ospedale Bambino Gesù, il cui Laboratorio di Analisi Cliniche è tra i primi ad aver messo a punto i pannelli diagnostici avanzati che analizzano centinaia di allergeni contemporaneamente, offrendo una vera e propria “mappa” delle sensibilizzazioni del paziente e consentendo di personalizzare le terapie, inclusa l’immunoterapia allergene-specifica.

«In Italia le allergie ai pollini sono tra le principali cause di rinite allergica in età pediatrica. Studi sulla popolazione scolastica indicano che la sensibilizzazione ad almeno un allergene aerodisperso riguarda quasi il 40% degli adolescenti, mentre la rinocongiuntivite allergica interessa circa il 18%. Considerando che nel 2024 i bambini tra 0 e 14 anni in Italia erano circa 7.000.000, si stima che i piccoli allergici ai pollini possano essere tra 1,2 e 2,7 milioni», spiegano dal Bambino Gesù, ospedale, in cui ogni anno vengono seguiti circa 10.000 bambini e ragazzi con pollinosi. Di questi, 7.500 si rivolgono agli ambulatori per allergia ai pollini, mentre altri 2.500 vengono valutati in consulenza allergologica durante ricoveri o visite per altre patologie. Inoltre circa 1.000 pazienti sono in trattamento con immunoterapia allergene-specifica.

Negli ultimi anni si è osservato un aumento dei casi: nel 2019 i pazienti con allergie respiratorie pediatriche seguiti dall’ospedale erano circa 5.000, con 670 bambini in immunoterapia. Dopo la riduzione degli accessi tra 2020 e 2021 dovuta alla pandemia, si è registrata una forte ripresa delle diagnosi tra il 2022 e il 2023, seguita da un ulteriore aumento tra il 2024 e il 2025, in parallelo, con stagioni polliniche più lunghe e intense. Ogni anno gli ambulatori di allergologia intercettano inoltre circa 5.800 nuovi casi di pollinosi: circa 370 bambini iniziano l’immunoterapia ed oltre 5.500 pazienti vengono gestiti con altre strategie terapeutiche e seguiti dal pediatra di famiglia.

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