UNC e CODACONS hanno e stanno analizzato il funzionamento dell’App Osservaprezzi Carburanti lanciata nei giorni scorsi dal MIMIT, risulta essere partita «già “zoppa”, poco funzionale, per gli automobilisti e va modificata.».

di Redazione —

L’App Osservaprezzi Carburanti, annunciata nei giorni scorsi dal Ministero delle imprese e del Made in Italy, partita lo scorso 20 luglio 2026, è finita sotto l’occhio delle Associazioni dei Consumatori, che hanno mosso le prime critiche, rilevando come la procedura di confronto sia tortuosa, il raggio di ricerca troppo ristretto, i prezzi a volte non aggiornati, con elenchi in cui bisogna entrare cliccando da una funzione all’altra fino ad arrivare alla voce dettagliata sui prezzi dei carburanti.

«I nostri uffici hanno iniziato a testare l’App e le prime considerazioni sono che così è inutile. Una volta preimpostato il raggio di ricerca, che arriva al massimo a 10 km, mentre andrebbe esteso a 30 km, l’App dovrebbe, appena aperta, mostrare subito, in automatico, i 3 o 5 prezzi più convenienti nel raggio preimpostato, utilizzando la posizione Gps, rispetto al carburante preferito e non fare apparire i prezzi medi regionali, che, invece, non solo non servono a niente, ma sono addirittura fuorvianti, o far vedere un elenco spropositato di distributori, elenco nel quale non compare nemmeno il prezzo praticato e bisogna cliccare sui dettagli per visualizzarlo.

Dopo l’elenco dei distributori, bisogna cliccare sui filtri per vedere i prezzi. Mentre si è in macchina una persona non ha tempo di fare 10 click per trovare quello che gli serve. Non si può organizzare una caccia al tesoro per cercare quello di cui abbiamo necessità. Si deve poter preimpostare che appaino in automatico e subito i 3 o 5 prezzi in ordine di convenienza per il carburante prescelto. Critica risulta anche l’indicazione dei prezzi medi regionali: in una zona il prezzo può essere molto diverso, anche inferiore, quindi l’indicazione del prezzo medio regionale risulta poco utile», spiega il presidente UNC, Unione Nazionali Consumatori, Massimiliano Dona.

«Il primo problema è che l’App è del tutto sprovvista di un confronto diretto tra i prezzi praticati dai distributori sul territorio. Chi la scarica si ritrova davanti ad una mappa grafica degli impianti ubicati in zona, senza alcuna indicazione circa i listini praticati dagli stessi», evidenzia il Codacons, spiegando: «Per conoscere i prezzi di benzina e gasolio, occorre prima passare dalla funzione “mappa” alla funzione “elenco”, poi, per ogni singolo impianto cliccare sulla voce “dettagli”. Solo così sarà possibile conoscere i listini di benzina, gasolio, gpl e metano praticati da quel distributore, e le differenze rispetto al prezzo medio regionale di ogni carburante.

Per diversi distributori i listini non risultano aggiornati, con prezzi di benzina e gasolio riferiti ai giorni scorsi. C’è una dicitura in caratteri piccoli che informa gli automobilisti circa la data cui si riferiscono i prezzi indicati. Ciò, rischia addirittura di indurre in errore gli utilizzatori dell’app, i quali, se non individuano con immediatezza la data di aggiornamento dei prezzi, rischiano di essere spinti verso impianti nella realtà non convenienti. Insomma, l’App parte già “zoppa” e, poco, se non per niente, utile agli automobilisti se non sarà integrata con funzioni in grado di fornire un confronto immediato tra i prezzi aggiornati alla pompa praticati in una determinata zona.».

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