«La maggior parte delle assicurazioni oggi esclude balconi e aree esterne insieme a fenomeni come eruzioni vulcaniche, maremoti, inondazioni, alluvioni e valanghe, chiedendo polizze accessorie», é la risposta di Assoutenti al Governo, che, starebbe pensando a polizze anticalamità obbligatorie, per le case in zone a rischio sisma o alluvione.
di Redazione —
Dopo gli ultimi accadimenti di Niscemi fa discutere la possibilità che alle case venga esteso l’obbligo di copertura assicurativa contro le calamità naturali, tanto, che, la frana, seguita al disastro portato dal ciclone Harry ha acceso i riflettori sulle polizze catastrofali per le imprese, che sono obbligatorie e delle quali probabilmente si terrà conto nel conto dei danni. Il problema è che non coprono le mareggiate, insieme ad altri eventi come le “bombe d’acqua”.
Quindi ci sarà un’assicurazione obbligatoria anche per chi ha una casa in zona a rischio sisma o alluvione? Difficile rispondere alla domanda, ma stando al commenta di Assoutenti «quello sulle polizze anticalamità per le case sarebbe un obbligo con enormi criticità e creerebbe uno squilibrio a solo vantaggio delle compagnie assicurative. Fra l’altro, molte imprese assicuratrici escludono dalla copertura assicurativa sulla casa fenomeni come terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti, inondazioni, alluvioni e valanghe chiedendo per queste voci una polizza accessoria.

Le polizze contro le calamità naturali, per le abitazioni private, non coprono tutti i danni prodotti da maltempo e da eventi estremi e contengono numerose clausole che limitano i risarcimenti per i proprietari degli immobili. Il costo di una assicurazione sulla casa contro gli eventi atmosferici dipende da diversi fattori, come il valore dell’immobile, le dimensioni, e la sua ubicazione, ad esempio se è costruita su una zona a forte rischio idrogeologico, e l’inserimento di alcune garanzie specifiche. La maggior parte delle polizze oggi in commercio esclude dai risarcimenti le aree esterne delle abitazioni, come balconi, antenne satellitari, tetti, canne fumarie, pannelli fotovoltaici, ecc.».
Le compagnie riconoscono un indennizzo solo in caso di danni da eventi atmosferici, anche, alle abitazioni limitrofe a quelle coperte dalla polizza?
Alla domanda si potrebbe rispondere con le parole di Assoutenti, che spiega: «la cosa più grave è che molte imprese assicuratrici escludono dalla copertura assicurativa sulla casa fenomeni come terremoti, eruzioni vulcaniche, maremoti, inondazioni, alluvioni e valanghe, eventi per i quali i proprietari di immobili devono stipulare polizze accessorie ad hoc, con un evidente aggravio dei costi. Non solo: franchigie e scoperti su tale tipologia di assicurazione, ossia la parte di danno che rimane a carico dell’assicurato, tendono ad essere sempre più elevati, mentre si riducono i massimali, ossia i valori massimi rimborsabili dall’assicurazione.».

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