La questione va oltre la semplice astensione dal voto. Potremmo considerare che, forse, chi non vota è semplicemente stanco di scegliere tra l’infezione da virus e quella da campagne elettorali. Forse preferisce affrontare la vita con la “politica del non voto”, piuttosto, che, tuffarsi nel mare tempestoso delle promesse politiche, mai mantenute. Chi non vorrebbe un secondo di vita in più se questo significa non dover ascoltare per l’ennesima volta quel candidato che promette mari e monti, solo per affondare nel nulla?
di Piero Mastroiorio —
In un mondo dove il caffè decaffeinato è considerato una violazione dei diritti umani e le auto elettriche vengono ancora guardate con sospetto, è giunto il momento che anche il voto venga messo sotto i riflettori della scienza. Un recente studio, condotto da una prestigiosa università, ha rivelato che chi decide di non votare si accorcia la vita. Sì, avete letto bene: non votare potrebbe farvi morire prima!

Gli scienziati, tra grafici e statistiche, scoprono la panacea all’astensionismo elettorale, alla febbre emorragica del non voto: l’astensione dal voto potrebbe essere nociva per la salute. Perché? Perché ogni volta che qualcuno sceglie di rimanere a casa invece di recarsi al seggio, un angioletto perde le ali. Chi avrebbe mai immaginato che ignorare le elezioni avesse conseguenze così gravi? Meno tempo passato a scegliere quale candidato ci farà salire le vene in un convulso mix di rabbia e impotenza, significa anche meno tempo trascorso in vita.
Immaginate di essere a una festa, circondati da persone che discutono animatamente dell’ultimo scandalo politico, che ha portato, per dimenticanza di alcuni preposti la consegna di materiali importanti, magari un bilancio, a guardare il cielo a scacchi da una finestra e voi siete lì, in un angolo, a bere un cocktail analcolico e a desiderare di tornare a casa a guardare Netflix. In base a questo nuovo studio, probabilmente questo “miserabile” stato di isolamento abbrevierebbe la vostra esistenza, ma, d’altronde, chi ha bisogno di vivere a lungo quando si possono evitare le chat di gruppo sui programmi elettorali?
Approfitto, viste le imminenti elezioni regionali, per fare un appello ai giovani, che sembrano piacergli più le influencer di Instagram che i candidati politici: se non andate a votare, aspettatevi di vedere il countdown dei vostri anni rimanenti scorrere via come le visualizzazioni di un video di gatti su YouTube. D’altronde, secondo la ricerca, la salute mentale potrebbe trarne vantaggio solo dal semplice atto di imbucare una scheda. Chiediamoci: volete davvero rischiare di ridurre la vostra vita a causa di una pigrizia elettorale?

Ovviamente, la questione va oltre la semplice astensione dal voto. Potremmo considerare che, forse, chi non vota è semplicemente stanco di scegliere tra l’infezione da virus e quella da campagne elettorali. Forse preferisce affrontare la vita con la “politica del non voto”, piuttosto, che, tuffarsi nel mare tempestoso delle promesse politiche, mai mantenute. Chi non vorrebbe un secondo di vita in più se questo significa non dover ascoltare per l’ennesima volta quel candidato che promette mari e monti, solo per affondare nel nulla?
La verità è che, secondo questi scienziati, la nostra vita dipenderebbe da un paio di crocette messe su un foglio di carta. Decisamente tragico! Dobbiamo iniziare a darci da fare e impegnarci seriamente nel farci ascoltare, battendo i pugni sul tavolo, all’occorrenza, anche se ciò implica l’ascolto del vicino che discute di chi ha vinto l’ultima partita elettorale. Preoccupante la cosa? Perché preoccuparsi, cosa importa, dei diritti fondamentali, quando puoi goderti una domenica pomeriggio di controllo sul tuo telecomando, a cambiare partito, pardon canale, ogni due secondi?
L’unico consiglio esprimibile è: votate o morite giovani! Non preoccupatevi, non sarà tutto così male, ricordiamo l’altro monito, che incuteva più risate che paura, “se non ti vaccini, poi, muori“, pronunciato urbi et orbi. Nonostante le pressioni studiate, abbiamo ancora la possibilità di comprare un abbonamento premium su una piattaforma streaming. Quindi, mentre vi preparate a votare, ricordate di fare scorte di popcorn, come dice una cara amica, perché, alla fine, tutto ciò che conta è come viviamo, anche, se, ovviamente, ciò include il famoso atto di ‘votare per decidere chi ci farà vivere serenamente, o, per lo meno, provare a farlo!‘

Dunque, care anime ignave, la scelta è vostra: volete continuare a vivere a lungo e felici, oppure preferite rinunciare alla vostra vita per non dover affrontare il dramma della politica italiana? La risposta è semplice: fate quello che vi rende felici o, in alternativa, andate a votare. Io vi chiedo scusa se per un attimo avete creduto, questo scritto essere uno scherzo goliardico, ma vi assicuro che la ricerca esiste, non é uno scherzo, uno studio osservazionale condotto in Finlandia, che analizza dati statistici, ma che non consente in alcun modo di stabilire un rapporto di causa-effetto tra astensione e mortalità.
Per la ricerca, pubblicata sul Journal of Epidemiology & Community Health, ha esaminato l’intero elettorato finlandese delle elezioni parlamentari del 1999, composto da cittadini con più di trent’anni, seguendone la sopravvivenza fino al 2020. In totale, circa 3,18 milioni di persone, 1,51 milioni di uomini e 1,68 milioni di donne, sono state seguite per oltre vent’anni, dal giorno del voto fino al 2020, nel passaggio dai numeri di un’osservazione statistica alla narrazione giornalistica, la prudenza è svanita, lasciando spazio al sensazionalismo. La complessità della ricerca si è ridotta a slogan moralistici, trasformandosi in un verdetto esistenziale, quindi, per non rischiare andate a votare, la vostra vita potrebbe durare un giorno in più!

Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: fantownservice@tiscali.it

