di Redazione —

Durante gli Stati generali della pediatria, presentate in Senato, lo scorso 19 novembre 2025, la SIP, Società Italiana di Pediatria, ha raccomandato che i bambini sotto i 13 anni non dovrebbero avere uno smartphone personale e l’uso dei social media andrebbe rimandato idealmente fino ai 18 anni, nonché, l’accesso a Internet e ai dispositivi digitali dovrebbe essere graduale e supervisionato.

Secondo la revisione della letteratura condotta dalla SIP, che ha analizzato oltre 6.800 studi internazionali, una stimolazione digitale precoce e prolungata può alterare attenzione, apprendimento e regolazione emotiva nei bambini, mentre, l’uso eccessivo di smartphone, tablet e social media può avere effetti negativi sulla salute fisica, cognitiva, mentale e relazionale.

«Ogni anno in più senza smartphone è un investimento nella salute del bambino. L’età pediatrica è una fase di straordinaria vulnerabilità: il cervello continua a formarsi e a riorganizzarsi per tutta l’infanzia e l’adolescenza», spiega Rino Agostiniani, presidente della SIP, nel dare alcune raccomandazioni alle famiglie:

  • Evitare dispositivi durante i pasti e prima di dormire.
  • Incentivare attività all’aperto, sport, lettura e gioco creativo.
  • Mantenere supervisione e dialogo costante sull’uso dei dispositivi.
  • Usare strumenti di controllo digitale per tutte le fasce d’età.

Queste indicazioni servono non solo a proteggere la salute dei bambini, ma anche a favorire lo sviluppo cognitivo ed emotivo senza interferenze da stimoli digitali eccessivi, anche se la SIP sottolinea che la tecnologia non va demonizzata, ma introdotta in modo graduale e consapevole, rispettando i tempi di crescita del bambino. La priorità resta la sicurezza, il benessere e lo sviluppo armonico, con dispositivi che diventano strumenti utili solo quando l’età e la maturità del minore lo consentono.

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