Se da un lato l’intervento del 2026 viene considerato un segnale nella giusta direzione, le Associazioni sottolineano come «l’obiettivo deve essere superare la logica delle misure una tantum e garantire strumenti strutturali che tutelino i diritti universali dei cittadini.».
di Redazione —
Contro il caro-bollette il Governo ha previsto, per il 2026, un nuovo contributo straordinario da 55 euro, alle famiglie con ISEE fino a 15.000 euro o ai nuclei con almeno quattro figli a carico e ISEE fino a 20.000 euro, un aiuto per circa 4.500.000 di famiglie vulnerabili. Intervento accolto positivamente dalle associazioni dei consumatori, che richiamano l’attenzione su un rischio evidente: continuare a procedere a colpi di bonus episodici, senza una strategia di protezione stabile.

«Accogliamo con favore questo contributo, ma l’obiettivo deve essere superare la logica delle misure una tantum e garantire strumenti strutturali che tutelino i diritti universali dei cittadini», osserva Gabriele Melluso, presidente di Assoutenti, per il tema centrale sono le certezze: non semplici sostegni occasionali, ma una riforma che assicuri a ogni famiglia “un livello essenziale di luce, gas e acqua”, veri e propri servizi fondamentali per una vita dignitosa. L’idea è quella di introdurre standard minimi universali, finanziati in modo stabile, così da trasformare l’attuale sistema di aiuti emergenziali in una politica continuativa di inclusione sociale ed energetica.

«Il bonus contro il caro-bollette é quasi quattro volte inferiore rispetto a quello del 2025, allora pari a 200 euro e destinato a famiglie con ISEE fino a 25.000 euro. Un passo indietro che rischia di penalizzare proprio i nuclei che si trovano in una situazione di precarietà crescente. E’ necessario ripristinare le soglie ISEE del Governo Draghi, che portavano il limite da 9.530 a 15.000 euro e introdurre una gradualità tra le diverse fasce di reddito, calibrando i contributi sugli effettivi consumi», evidenzia Marco Vignola, vicepresidente UNC, Unione Nazionale Consumatori.
Anche il Codacons sostiene che la misura, da sola, non sia sufficiente ad affrontare il problema strutturale del caro-bollette. Le tariffe della luce, per gli utenti vulnerabili, risultano infatti superiori dell’8,6% rispetto al 2024, mentre l’aumento rispetto al 2020 sfiora il +49,7% sul mercato regolato.

Numeri che confermano una tendenza ormai radicata: il costo dell’energia in Italia resta più alto rispetto al periodo pre-crisi, mettendo in difficoltà milioni di famiglie. Da qui l’appello dell’associazione: «Servono interventi strutturali, non solo bonus. Solo così si può ottenere una riduzione della spesa energetica che valga per tutte le famiglie e anche per le imprese.».
Il contributo da 55 euro è un segnale, utile ma insufficiente: se il Governo vuole rafforzare la tutela dei consumatori, sarà necessario passare da misure emergenziali a politiche stabili e universali, capaci di garantire diritti essenziali, prevedibilità e sicurezza. Un cambio di paradigma che le associazioni giudicano ormai indispensabile per costruire una vera equità energetica e proteggere le famiglie dall’impatto persistente dei costi dell’energia.

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