L’Organizzazione mondiale della sanità ha chiesto alla Commissione paneuropea per il clima e la salute di dichiarare formalmente il cambiamento climatico un’emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale.
di Redazione —
La Commissione paneuropea per il clima e la salute, nel pubblicare un appello all’azione contro la crisi climatica, ha chiesto all’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, di dichiarare il cambiamento climatico «emergenza sanitaria pubblica di rilevanza internazionale», perché «l’attuale quadro normativo del Regolamento sanitario internazionale, concepito per eventi epidemici di durata limitata, non è stato pensato per una minaccia di questa natura.». Le norme «non sono state aggiornate di pari passo con la portata della crisi e l’assenza di una formale dichiarazione di emergenza ha permesso ai governi di trattare il cambiamento climatico come una condizione cronica di base, anziché come una minaccia acuta e in rapida escalation, già evidente.».
L’ex Primo Ministro islandese Katrín Jakobsdóttir, presidente della Commissione paneuropea per il clima e la salute, durante la riunione convocata dal Direttore regionale dell’OMS per l’Europa, il dr. Hans Henri P. Kluge, che riunisce 13 ex capi di governo, rappresentanti di organismi internazionali, ministri e leader della società civile provenienti dai 53 paesi della Regione europea dell’OMS, ha dichiarato, in un messaggio ai governi: «il cambiamento climatico non è una minaccia futura da gestire. È una crisi immediata e crescente che colpisce simultaneamente la salute, l’alimentazione, l’acqua, l’energia e la sicurezza nazionale; e la risposta attuale non è adeguata alla sua portata.».

La temperatura mondiale è in aumento e la regione europea si sta scaldando al doppio della velocità rispetto al resto del mondo. Il rischio di raggiungere “punti di svolta” nella crisi climatica è più probabile, e il tempo per prevenire i danni si è ridotto. La dipendenza dai combustibili fossili rendere le società più fragili sia dal punto di vista economico sia in termini di salute.
L’inquinamento che deriva dai combustibili fossili è responsabile di malattie e decessi evitabili; gli stessi fossili che alimentano la crisi sanitaria e climatica rendono i sistemi energetici vulnerabili agli choc di approvvigionamento e alle impennate dei prezzi. Secondo la Commissione, la transizione verso le energie rinnovabili e l’efficienza energetica «non è solo un imperativo per il clima e la salute, ma è anche la via per una maggiore sicurezza energetica e un’economia più equa.».
Le raccomandazioni della Commissione si articolano in quattro ambiti: considerare il cambiamento climatico come una minaccia crescente alla sicurezza sanitaria, trasformare i sistemi sanitari, potenziare l’azione a livello locale e riformare i sistemi economici e finanziari che alimentano la crisi climatica. Clima e salute vanno dunque inserite nell’agenda della sicurezza nazionale e trattate come questioni di sicurezza. Perché, mentre i governi europei stanno dirottando la spesa pubblica verso la sicurezza in risposta alle crisi geopolitiche, in realtà per la Commissione “il cambiamento climatico rappresenta di per sé un rischio primario per la sicurezza; un rischio che sta già compromettendo infrastrutture, sistemi sanitari e sicurezza alimentare e idrica in tutta la regione, e i cui costi si aggraveranno con ogni anno di ritardo nell’intervento”.
Fra le richieste della Commissione c’è anche quella di ripensare il modo in cui viene misurato lo sviluppo e il progresso. Il Prodotto interno lordo ignora infatti i costi sanitari dell’inquinamento, l’onere economico dei disastri climatici e il benessere delle generazioni future. L’invito è a costruire sistemi di monitoraggio con parametri che comprendano la salute, l’equità e la sostenibilità ambientale. «Il cambiamento climatico rappresenta una minaccia alla sicurezza, un’emergenza sanitaria e una bomba economica a orologeria, tutto in uno. Nel frattempo, i governi spendono miliardi per sovvenzionare i combustibili che causano il cambiamento climatico e gravano sui nostri sistemi sanitari. Questa Commissione dice chiaramente ai leader: agite ora, finché esiste ancora una finestra di opportunità per un’azione preventiva», ha affermato il dr. Hans Henri P. Kluge, direttore regionale dell’OMS per l’Europa.

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