Le Associazioni Consumatori, chiedono di agire subito e ridurre le accise di 10-15 centesimi di euro al litro, atteso il continuo aumento dei prezzi dei carburanti: la benzina è al livello massimo da quasi un anno, il gasolio da luglio 2022.
di Redazione —
Mentre, i prezzi dei carburanti alla pompa continuano a salire vertiginosamente, Staffetta Quotidiana, nell’analizzare le norme sull’accisa mobile, ritenendo che ci siano le condizioni per applicarla, ricorda: «la benzina è al massimo da quasi un anno, dal 16 marzo 2025, il gasolio da oltre tre anni e mezzo, dal 10 luglio 2022, quando era ancora in vigore lo sconto sull’accisa introdotto dal ‘governo Draghi’ nel marzo 2022 e mantenuto fino a fine anno. Gli attacchi israeliani sui depositi di carburanti in Iran hanno ulteriormente fomentato il panico sui mercati petroliferi internazionali. Questa mattina (9 marzo 2026) all’apertura dei mercati asiatici, il ‘Brent’ è schizzato sopra i 100 dollari al barile, un valore che non superava da luglio 2022.».

Intanto, le medie dei prezzi dei carburanti sono le seguenti:
- benzina self service a 1,782 euro/litro (+38 millesimi);
- diesel self service a 1,965 euro/litro (+98);
- benzina servito a 1,917 euro/litro (+38);
- diesel servito a 2,091 euro/litro (+95);
- Gpl servito a 0,702 euro/litro (+5), metano servito a 1,475 euro/kg (+30), Gnl 1,232 euro/kg (+3).
Sulle autostrade: benzina self service 1,867 euro/litro (servito 2,124), gasolio self service 2,017 euro/litro (servito 2,276), Gpl 0,835 euro/litro, metano 1,524 euro/kg, Gnl 1,291 euro/kg.
«Già con Draghi, nel 2022, c’era stato un “sconto” che rappresentava un’attuazione della norma sull’accisa mobile, rinforzata dai fondi provenienti dalla “tassa sugli extraprofitti” applicata alle società del settore energetico. Ne venne fuori un taglio delle accise di 25 centesimi al litro, 30 contando anche l’IVA. La norma era stata applicata solo un’altra volta, nel 2008, dal secondo ‘governo Prodi’», dice Staffetta ripercorrendo la norma sull’applicazione dell’accisa mobile, spiegando: «è stata modificata nel 2023 dal ‘governo Meloni‘, stabilendo che il ministero dell’Economia può intervenire con decreto per ridurre le accise per compensare le maggiori entrate Iva derivanti dall’aumento del prezzo del petrolio.

Il decreto può essere adottato se il prezzo del Brent aumenta, sulla media del mese precedente, rispetto al valore di riferimento, espresso in euro, indicato nell’ultimo Documento di economia e finanza. Il Documento programmatico di finanza pubblica di ottobre 2025 indica un prezzo del Brent per il 2026 di 66,1 dollari al barile con un cambio euro/dollaro a 1,2, quindi un valore di 55,1 euro/barile. A gennaio in media il Brent si è attestato proprio a 55,1 euro/barile. A febbraio si è saliti a 58,7 euro/barile. Nei primi due giorni di marzo siamo a 72. Volendo, dunque, le condizioni ci sono.».
La possibile attivazione dell’accisa mobile potrebbe arrivare da un momento all’altro, atteso che doveva arrivare sul tavolo del Consiglio dei Ministri dallo scorso 10 marzo 2026, come raccontano fonti stampa e come chiedono le associazioni dei consumatori: «Se il Governo vuole davvero fare qualcosa, nel Consiglio dei ministri del 10 marzo riduca le accise sui carburanti di almeno 10 centesimi», afferma Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori.
«In soli 10 giorni, il prezzo del gasolio alla pompa è aumentato di oltre il 14%, portando un pieno di diesel a costare 12,3 euro in più rispetto a fine febbraio. Temiamo uno “tsunami” sui prezzi al dettaglio», stima il Codacons, spiegando: «il prezzo medio del gasolio self, oggi, ha un balzo del +14,3% rispetto al prezzo medio nazionale di fine febbraio. In soli dieci giorni, il diesel costa a ogni automobilista oltre 12 euro in più, per una maggiore spesa annua di quasi 300 euro se si considera una media di due pieni al mese. Nello stesso periodo la benzina self è aumentata di circa il 7%, con una maggiore spesa da circa +5,8 euro a pieno, quasi 140 euro in più sull’anno. Il governo non deve più perdere tempo e deve intervenire tagliando le accise sui carburanti per almeno 15 centesimi di euro al litro, in modo da riportare i listini ai livelli pre-crisi. Per farlo non servono nuovi decreti, ma basta adottare la legge del 2023 sulle ‘accise mobili‘ che consente a MEF e MASE di intervenire subito con un provvedimento di riduzione della tassazione.».

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