Scatta l’aumento di 6,1 centesimi al litro sul diesel per la mancanza del decreto Mase-Mef. Protestano i consumatori: Codacons e Federconsumatori chiedono l’intervento dell’Antitrust.
di Redazione —
Si interrompe bruscamente l’ondata di ribassi che aveva caratterizzato gli ultimi giorni sulla rete distributiva italiana. Lo stop al taglio delle accise sul gasolio ha fatto scattare i primi immediati rincari, azzerando di fatto gli effetti positivi dei recenti sconti avviati in modo autonomo da marchi come ENI, IP, Q8 e Tamoil. A partire dallo scorso 6 ottobre 2026, le accise sul gasolio aumentano di 6,1 centesimi al litro (Iva inclusa). Per la prima volta dallo scorso mese di marzo, gli automobilisti italiani si trovano a fare i conti con la totale scomparsa degli sconti fiscali sui carburanti.

La causa tecnica del mancato rinnovo risiede nell’assenza, all’interno della Gazzetta Ufficiale, del decreto interministeriale MASE-MEF. Il provvedimento sarebbe stato necessario per sbloccare l’utilizzo dell’extragettito IVA e destinarlo alla riduzione dei passaggi fiscali alla pompa. Di conseguenza, l’imposta sul diesel è tornata al livello ordinario di 672,90 euro per mille litri, registrando un balzo secco di 50 euro per mille litri rispetto ai giorni precedenti.
Secondo il monitoraggio quotidiano effettuato da Staffetta Quotidiana, i primi effetti del ripristino fiscale si sono visti immediatamente sui listini dei grandi marchi energetici. ENI ha modificato i propri prezzi consigliati aumentando di sei centesimi il tetto al prezzo del gasolio a 2,25 euro al litro, una soglia massima che era stata introdotta lo scorso 28 settembre proprio in correlazione alle vecchie agevolazioni statali. Oltre al comparto diesel, si registrano forti tensioni, anche, sulle tariffe di Gpl e metano, condizionate in questo caso dall’aumento dei prezzi di importazione dall’Algeria.
I dati medi nazionali dei prezzi praticati alla pompa evidenziano lo scenario attuale:

- Sulla rete stradale ordinaria (Self-service): la benzina si attesta a 2,043 €/l (-5 millesimi), il gasolio sale a 2,244 €/l (+2 millesimi), il Gpl si posiziona a 0,763 €/l (+4) e il metano si attesta a 1,905 €/kg (+2).
- Sulla rete autostradale (Self-service): La benzina viene erogata a 2,054 €/l (-8 millesimi), il gasolio tocca i 2,267 €/l (+1 millesimo), il Gpl si fissa a 0,888 €/l (+1) e il metano sale fino a 1,837 €/kg (+9).
La decisione di non rinnovare i tagli fiscali ha sollevato un coro di dure proteste da parte delle principali associazioni dei consumatori, fortemente preoccupate per le ripercussioni sui bilanci delle famiglie e sui costi logistici delle imprese di autotrasporto. Il Codacons ha duramente criticato il Governo, accusando l’esecutivo di non aver mantenuto la promessa di applicare il meccanismo delle “accise mobili” che avrebbe dovuto attutire l’impatto dei rincari. Senza l’atteso decreto ministeriale, gli utenti si trovano ora a dipendere esclusivamente dalle promozioni commerciali dei privati.

Sul tema è intervenuto anche Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, evidenziando l’anomalia di un mercato in cui la benzina continua a scendere sensibilmente mentre il diesel inverte la rotta per cause puramente fiscali. Ancor più duro l’affondo di Federconsumatori, che ha analizzato l’intera gestione dei bonus e dei contratti luce e gas adiacenti, definendo le recenti campagne promozionali del settore energetico come un vero e proprio “specchietto per le allodole“. Secondo l’associazione, a fronte di sconti sbandierati del 30%, le tariffe base delle forniture sono aumentate parallelamente di oltre il 20% in una sola settimana, vanificando quasi del tutto il risparmio reale per le famiglie.
Per fare chiarezza sulla regolarità delle promozioni tariffarie e sull’andamento dei listini dei carburanti, Federconsumatori ha annunciato la richiesta di un’analisi formale all’Antitrust e all’Autorità per l’energia. Al contempo, le associazioni tornano a chiedere al Governo un pacchetto di interventi strutturali a lungo termine: tra le proposte principali figurano l’introduzione dello scorporo delle accise dal calcolo dell’IVA, per evitare una doppia tassazione, controlli più severi sulle speculazioni di filiera e un taglio fisso di almeno 20 centesimi sulla benzina e 30 sul diesel.

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