FDI: «Abbiamo dimostrato con i numeri in una recente conferenza stampa che, forse, non c’è neppure una Casa dove è entrato il primo paziente, o più verosimilmente si possono contare sulle dita di una mano. Anzi, abbiamo la sensazione che i Comune stiano occupando spazi con servizi socio-sanitari non previsti nelle “Case di Comunità”, proprio per riempirle e non lasciarle scatole vuote. Sugli Ospedali di comunità, poi, stendiamo un velo pietoso: zero su 38 previsti.».

di Redazione —

«La Puglia è ultima in Italia per “Case di Comunità” attive alla scadenza prevista dal PNRR. Non lo dicono quei ‘menagramo’ dei consiglieri di “Fratelli d’Italia”, ma un articolo (Fonte ministero della Salute) de “Il Sole 24 ore”», scrivono in comunicato stampa, il presidente, Paolo Pagliaro, con i consiglieri del gruppo Fratelli d’Italia Tonia Spina (vicepresidente), Dino Basile, Luigi Caroli, Giannicola De Leonardis, Andrea Ferri, Nicola Gatta, Renato Perrini, Tommaso Scatigna, Antonio Scianaro, Giampaolo Vietri, chiedendo un’audizione urgente, spiegano: «Nella nostra regione, quella che era stata definita la rivoluzione territoriale della Sanità, erano previste 120 strutture, secondo i dati riportati (ovvero quelli che le Regioni hanno fornito al Ministero) sarebbero attive 64, vale a dire solo il 53%, poco più della metà.

“Fratelli d’Italia”, francamente, è molto scettica su questo dato: abbiamo dimostrato con i numeri in una recente conferenza stampa che, forse, non c’è neppure una Casa dove è entrato il primo paziente, o più verosimilmente si possono contare sulle dita di una mano. Anzi, abbiamo la sensazione (per alcune segnalazioni che ci sono pervenute) che i Comune stiano occupando spazi con servizi socio-sanitari non previsti nelle “Case di Comunità”, proprio per riempirle e non lasciarle scatole vuote. Sugli Ospedali di comunità, poi, stendiamo un velo pietoso: ZERO su 38 previsti.

Non è così? Sono mesi che inseguiamo l’assessore alla Sanità, Donato Pentassuglia, per sapere quali sono i Comuni dove sono state cancellate completamente, visto che lui continua a dire che ne saranno realizzate, ma entro fine anno e non si capisce ancora bene con quali finanziamenti, 83 anziché 120. Perché a questa domanda semplice non viene data risposta? Ne aggiungiamo un’altra, visto che avendo trasmesso i dati dovrebbe essere facile facile da dare: quali sarebbero le 64 attive sul territorio? A questo punto ce lo venga a dire in un’audizione urgente, visto che l’abbiamo chiesta dal 3 marzo scorso e il presidente della Commissione Sanità, Felice Spaccavento, non la calendarizza, da tenersi prima della pausa estiva, così che i pugliesi e vacanzieri sappiano dove poter andare in caso di necessità.

La nostra sensazione è che al Ministero vengano trasmessi dati di ‘buona volontà’… e che Pentassuglia ce la metta tutta per riparare ai danni fatti nel passato (ovvero con quella gestione che ha portato il deficit sanitario a 369 milioni), ma è indubbio che ha trovato grande disponibilità alla collaborazione, nell’interesse dei pugliesi, da parte della struttura PNRR presso la presidenza del Consiglio (Governo Meloni, per intenderci), altrimenti siamo convinti che con gestione Emiliano-Piemontese, che continuavano a dire che andava tutto bene, non avremmo avuto neppure il 30% delle “Case di Comunità”.

I pugliesi, però devono sapere, che l’Italia non sarà costretta a dover restituire soldi all’Europa, perché il target nazionale, che la Commissione europea richiedeva era di 1.038 case di comunità, ne sono state attivate 1.224, ma dove??? In Valle d’Aosta, Trento, Veneto, Liguria, Lazio e Sardegna ne hanno attivate più di quelle previste sulla carta (ad es. in Veneto erano previste 91, ne hanno attivate 97, in Sardegna 50 ne hanno attivate addirittura 64!). In Piemonte, Lombardia, Friuli, Umbria, Marche, Abruzzo, Basilicata hanno praticamente raggiunto l’obiettivo o sfiorato di poco.

La Puglia in percentuale è ULTIMA e non è stata ancora attuata l’autonomia differenziata che dovrebbe penalizzarci… Totò direbbe: ma mi faccia il piacere!!! Siamo ultimi per una classe politica che governa la Regione, da oltre 20 anni, incapace e inefficiente. Perché PNRR-CASE DI COMUNITÀ sono la dimostrazione plastica che siamo già ultimi… altro che autonomia, anzi magari con l’autonomia qualche governante si responsabilizza di più!».

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