ZAMPETTI: «I dati in crescita dei comuni rifiuti free sono un segnale importante, ma il Paese, a partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione, perché può e deve fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti. L’economia circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia che va sostenuta con politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale.».

di Redazione —

Gli ultimi dati che arrivano dall’Ecoforum nazionale sull’economia circolare, relativi a “Comuni Ricicloni 2026”, il concorso di Legambiente che premia premia i Comuni in grado di mantenere la produzione pro capite di rifiuto indifferenziato avviato a smaltimento al di sotto dei 75 kg/ab/anno, aumentati un po’ rispetto allo scorso anno. Il concorso, che vede un riconoscimento alle realtà, sotto i 5.000 abitanti, fra 5.000 e 15.000, oltre i 15.000 e comuni capoluogo, che producono meno rifiuti indifferenziati, dati dalla somma del secco residuo e la parte di rifiuti ingombranti non recuperata, ha premiano soprattutto Veneto, Lombardia e Campania, le regioni con un più alto numero di comuni rifiuti free. Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso si confermano capoluoghi rifiuti free e leader nella raccolta differenziata.

Comuni Ricicloni 2026 fonte Legambiente

Nel 2026 tornano a crescere i comuni rifiuti free che salgono a quota 675 (contro i 663 del 2025) su un totale di 7.894 comuni italiani. «Un dato che fa ben sperare, dopo il lieve calo del 5% registrato lo scorso anno, a livello territoriale, il Nord è l’area con più comuni virtuosi: il 60,3% del totale si concentra qui, anche se registra una contrazione rispetto allo scorso anno (-16 comuni); il 32,8% si trova a Sud e nelle isole (in crescita rispetto al 2025 con 16 comuni in più); il 6,8% del Centro. Dopo anni di immobilismo, al Centro Italia arrivano a 46 i Comuni rifiuti free», spiegano da Legambiente.

Tutte queste realtà comunali e cittadine intercettano, in tutto, oltre 4 milioni di abitanti. A livello regionale, il Veneto si conferma leader assoluto per numero di comuni rifiuti free (165), seguito da Lombardia (104) e Campania (73). Quest’ultima è la prima regione del Sud per comuni rifiuti free. Al concorso di Legambiente hanno partecipato 54 comuni capoluoghi di provincia. Di questi, 35, il 65% del campione e il 33% del totale, hanno raggiunto e superato l’obiettivo del 65% e 5 sono Rifiuti Free, mantenendo la produzione di rifiuto indifferenziato al di sotto di 75 kg pro-capite all’anno. Ad aggiudicarsi questo doppio riconoscimento sono Pordenone, Belluno, Nuoro, Trento e Treviso. In particolare, Nuoro, entrata in classifica lo scorso anno, conferma la sua posizione e il suo impegno in questo settore.

«I dati in crescita dei comuni rifiuti free sono un segnale importante, ma il Paese, a partire dalle grandi città, non deve abbassare l’attenzione, perché può e deve fare molto di più in fatto di gestione virtuosa dei rifiuti. L’economia circolare rappresenta una leva strategica per l’Italia che va sostenuta con politiche e interventi concreti a livello europeo e nazionale, ma tutto parte da una buona qualità della raccolta differenziata e da un efficace e concreto avvio al riciclo, riducendo al minimo l’indifferenziato avviato a smaltimento o ai termovalorizzatori. Per questo, continuiamo con forza il nostro concorso nazionale, premiando le migliori pratiche di gestione e prevenzione dei rifiuti, con l’obiettivo di trasformarle in una politica unitaria e virtuosa su tutto il territorio nazionale. Fino ad oggi l’Italia ha detenuto un primato su raccolta differenziata e riciclo, serve un impegno comune per mantenerlo anche in futuro», ha concluso Giorgio Zampetti, direttore generale di Legambiente.

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