Secondo i dati dell’indagine IPSOS-ACRI le prospettive sul futuro europeo si fanno più incerte: solo il 44% degli italiani ritiene che l’Unione seguirà una direzione positiva nei prossimi anni, mentre cresce al 42% la quota di chi immagina un percorso “sbagliato”, anche i giovani, se pur fiduciosi, mostrano un leggero raffreddamento nelle aspettative.
di Redazione —
Secondo i dati dell’indagine IPSOS-ACRI presentata, lo scorso 28 ottobre 2025, nel corso della Giornata Mondiale del Risparmio, le prospettive sul futuro europeo, tuttavia, si fanno più incerte. Nel 2025, la fiducia degli italiani nell’Europa scende al 38%, rispetto al 45% dello scorso anno. Il calo è trainato soprattutto dagli over 45, più delusi e distanti dal progetto comunitario. Solo il 44% degli italiani ritiene che l’Unione seguirà una direzione positiva nei prossimi anni, era il 48% nel 2024, mentre cresce al 42% la quota di chi immagina un percorso “sbagliato”. Anche i giovani, se pur fiduciosi, mostrano un leggero raffreddamento nelle aspettative. Nonostante le perplessità, la maggioranza degli italiani non mette in discussione l’appartenenza all’Europa: il 56% ritiene che uscire dall’Unione sarebbe un grave errore, anche se in calo rispetto al 61% del 2024. Solo il 24% auspica un’uscita, segnale di delusione più che di rottura.

L’Europa, dunque, resta un riferimento valoriale, anche se la fiducia istituzionale vacilla. Le motivazioni che tengono unito il consenso si radicano in un senso di appartenenza culturale e in benefici percepiti come tangibili nella vita quotidiana. L’immagine positiva dell’UE continua a poggiare su alcuni pilastri chiari: libertà di circolazione, scambio economico e cooperazione tra Paesi. Il 28% degli italiani associa l’Unione alla libera circolazione di merci, servizi e denaro, mentre il 25% cita la libertà di movimento delle persone come il principale vantaggio.
Quasi un quarto, il 23% ,riconosce, ancora, all’UE il merito di favorire la cooperazione economica, anche se in lieve calo rispetto al 2024 (28%). Seguono la capacità di promuovere il confronto tra Stati membri (20%) e di competere con altri grandi blocchi economici (19%). L’Europa, insomma, continua a essere vista come uno spazio di opportunità e libertà condivisa, ma meno come un motore di progresso economico e sociale.

Tra le criticità, si confermano i giudizi severi sulla burocrazia, ritenuta eccessiva dal 32% degli italiani, e sulla limitata autonomia concessa ai singoli Stati (22%). Inoltre, arretra la percezione dell’UE come attore del progresso sociale ed economico, 23% contro il 27% del 2024. Molti cittadini faticano a riconoscere all’Unione un ruolo forte nelle crisi internazionali o nella difesa dei valori democratici, alimentando la sensazione di un’Europa presente ma non incisiva.
Tra i giovani prevale un approccio più costruttivo. Gli under 30 mostrano una fiducia superiore di diversi punti rispetto alla media nazionale e riconoscono all’UE un ruolo positivo nelle politiche ambientali, nella salute pubblica, nella sicurezza e nella gestione dell’immigrazione, +8 punti percentuali rispetto al totale. Attribuiscono anche maggiore importanza alla trasparenza e alla democrazia delle istituzioni europee (+4 p.p.), e giudicano l’UE meno burocratica rispetto alle generazioni più mature. È una generazione che, pur consapevole dei limiti, continua a vedere nell’Europa un orizzonte di progresso e di diritti condivisi.

A oltre vent’anni dalla sua introduzione, l’euro perde ulteriore terreno nella percezione pubblica. Il 65% degli italiani si dichiara insoddisfatto della moneta unica, era il 60% nel 2024, con giudizi più negativi tra gli adulti, i residenti nel Sud e chi ha un livello di istruzione inferiore. La visione di lungo periodo si polarizza: la quota di chi vede nell’euro un vantaggio per il Paese scende al 45%, mentre i pessimisti salgono al 41%. Restano più favorevoli i giovani, i residenti nel Nord Est e i laureati, che leggono nella moneta unica un elemento di stabilità più che di vincolo.
L’immagine dell’Unione Europea attraversa una fase di raffreddamento emotivo. L’entusiasmo degli anni passati lascia spazio a una fiducia più fragile, soprattutto, tra le generazioni adulte. Tuttavia, non si tratta di rigetto: l’idea di Europa resta viva, sostenuta dai valori di libertà, cooperazione e apertura che ne hanno ispirato la nascita. A tenere acceso il progetto sono soprattutto i giovani, che continuano a guardare all’UE come a un luogo di futuro possibile. La sfida per l’Europa sarà proprio questa: riconquistare fiducia, parlando alle nuove generazioni senza perdere quelle più mature.

Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: fantownservice@tiscali.it

