«Meglio di noi i principali Paesi europei, solo la Spagna sta peggio di noi», ha detto il Presidente dell’UNC, commentando le stime preliminari dall’Eurostat sul rischio di povertà nel 2026.
di Redazione —

Secondo le stime preliminari Eurostat, calcolate sui redditi del 2025, nell’Ue il tasso di rischio di povertà nel 2026 si attesterebbe al 16,4%, registrando un lieve aumento rispetto all’anno precedente che lo fissava a 72.400.000 di persone, cioè il 16,3% della popolazione e secondo l’Agenzia di stampa ANSA, in Italia la percentuale delle persone a rischio di povertà in Italia dovrebbe rimanere sta bile al 18,6%.
«La lotta alla povertà avrebbe dovuto essere la priorità di questo Governo, che invece ha preferito abbassare l’IRPEF a chi dichiara fino a 200.000 euro, come se il problema di chi non ce la fa ad arrivare a fine mese fosse già stato risolto. L’Italia è tra le peggiori in Europa rispetto al rischio povertà. Il 18,6% della popolazione italiana è a rischio povertà. Un dato che colloca l’Italia all’ottavo posto tra i 27 paesi monitorati, e al 6 ° posto in quanto a percentuale. Meglio di noi i principali Paesi europei, dalla Francia (16,3%) alla Germania (16,1%), fino al Portogallo (15,4%), tutti sotto la media UE del 16,3%. Solo la Spagna sta peggio di noi, con il 19,5%, un dato però in calo rispetto allo scorso anno, a differenza dell’Italia che non registra alcun miglioramento», ha detto Massimiliano Dona, presidente dell’UNC, Unione Nazionale Consumatori, commentando le stime Eurostat.

WHATSAPP 333 423 5237 – SOLO MESSAGGIO –
spiegando, di cosa avete bisogno, per essere ricontattati
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: info@fantownservice.it
