di Redazione —

I dati del 4° Rapporto dell’Osservatorio sulla Sicurezza della Casapresentato dal CENSIS, Centro Studi Investimenti Sociali, presentato lo scorso 29 ottobre 2025, rivelano come nel 2024, in Italia, sono stati denunciati 155.590 furti in casa, con un aumento del 5,4% rispetto al 2023 e 1.891 rapine (+1,8%). La classifica dei capoluoghi più colpiti vede Roma al primo posto con 8.699 furti, seguita da Milano (3.152), Torino (2.024) e Firenze (1.803). Considerando l’incidenza dei reati sulla popolazione, Pisa guida la graduatoria con 75,7 furti, ogni 10.000 abitanti, seguita da Modena (57,1), Bolzano (55,5), Udine (53) e Verona (50,3). Complessivamente, circa 14.500.000 di italiani (28,6%) hanno subito un furto in casa, 8.000.000 hanno affrontato un tentativo non riuscito e 4.500.000 hanno subito atti di vandalismo.

L’insicurezza percepita cresce: il furto in casa è il reato che più preoccupa gli italiani, indicato dal 59% degli intervistati, era il 48% nel 2023. Tuttavia, i dati del primo semestre 2025 mostrano una diminuzione dei furti a 61.555 (-8,6%) e delle rapine (-11,6%), confermando una tendenza al ribasso, non percepita pienamente dalla popolazione. Gli italiani mostrano un approccio pragmatico e consapevole: l’88,8% ritiene che la sicurezza sia una sfida collettiva, che coinvolge Stato, aziende e cittadini, mentre l’84,9% pensa che avere dispositivi di sicurezza migliori la qualità della vita.

Oggi l’88,9% possiede almeno un dispositivo di protezione, il 67,8% ne ha più di uno e il 64,1% prevede di investire ulteriormente in futuro. La porta blindata è presente nel 65,3% delle abitazioni, il videocitofono nel 35,1%, mentre l’11,1% dispone di serrature elettroniche. Inoltre, l’87% non apre la porta a sconosciuti e il 67,1% chiude sempre a chiave anche se in casa. Durante le vacanze, il 69,2% evita di condividere informazioni sui social, il 53% avvisa i vicini e il 45,6% chiede a qualcuno di simulare la presenza. Il 17,1% rinuncia addirittura alle vacanze per proteggere l’abitazione.

Nel 2024 crescono i reati di violenza di genere28.896 maltrattamenti contro familiari e conviventi, 20.289 atti persecutori e 6.831 violenze sessuali. Il numero antiviolenza 1522 ha ricevuto 17.631 chiamate relative ad atti violenti, con vittime donne nel 97,4% dei casi e nel 79,4% dei casi consumati all’interno della propria abitazione. Quasi 5.000.000 di italiani possiedono un’arma da fuoco e il 52,2% ritiene che dovrebbe essere legale sparare a un ladro in casa. Il 20,4% sarebbe favorevole a rendere più semplice l’acquisto di armi, 41,9% tra chi già possiede un’arma. Inoltre, il 50,9% degli italiani pensa che i cittadini dovrebbero organizzarsi in ronde per contribuire al controllo del territorio.

Nonostante l’interesse elevato per sistemi di allarme, la sicurezza domestica rischia di diventare un elemento di differenziazione sociale. Il 59,7% vorrebbe un sistema di protezione, ma lo ritiene troppo costoso, con punte del 70,9% tra i meno abbienti. Il 60,5% non conosce l’esistenza del bonus sicurezza previsto per favorire l’installazione di dispositivi. Gli italiani chiedono sistemi di allarme personalizzati, in cui più elementi siano combinati secondo le specifiche esigenze, desiderando un affiancamento da parte di esperti in tutte le fasi del percorso di protezione. Il 79,6% vorrebbe soluzioni personalizzate e il 75,3% richiede supporto specialistico continuo, sottolineando quanto la sicurezza domestica non sia solo tecnologia, ma anche servizio e consulenza.

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