di Redazione —

«Rivolgiamo un appello a Israele affinché si astenga da ogni atto illegale e violento contro la Flotilla. Ogni attacco o violazione del diritto internazionale avrà conseguenze», é quanto si legge in una nota congiunta con cui un gruppo di 15 Paesi hanno espresso il proprio sostegno alla Global Sumud Flotilla, la spedizione umanitaria che ha l’intento di forzare il blocco navale imposto da Israele su Gaza, e lanciato un avvertimento al governo di Benjamin Netanyahu dopo le aggressioni dell’8 e il 9 settembre, alle imbarcazioni partecipanti, alla rada nel porto di Tunisi, che hanno visto due attacchi incendiari, probabilmente, con ordigni portati da droni, che hanno bersagliato la “Family” e la “Alma” due imbarcazioni della Flotilla, senza causare feriti fra gli attivisti.

Nella lista dei firmatari spiccano i soli tre stati europei, Spagna, Slovenia e Irlanda, mentre gli altri Stati, aderenti, sono Turchia, Bangladesh, Brasile, Colombia, Indonesia, Libia, Malesia, Maldive, Messico, Oman, Pakistan, Qatar e Sudafrica. I governi che appoggiano la missione affermano inoltre che «la pace e la prestazione di aiuti umanitari, assieme al rispetto del diritto internazionale, incluso il diritto umanitario, sono obiettivi condivisi.».

Dopo le incertezze legate agli attacchi, 21 imbarcazioni della Flotilla sono partite dai porti della costa tunisina e al momento si trovano in acque internazionali fra Pantelleria e la Sicilia. Il gruppo di attivisti partiti dall’Italia si è nel frattempo spostato dal porto di Augusta ed è fermo nei pressi di Capo Passero in attesa di prendere il largo per unirsi al resto della Flotilla.

«Da Anas Al-Sharif a Shireen Abu Akleh, il loro coraggio ci ricorda che gli attacchi ai giornalisti a Gaza sono attacchi alla libertà di stampa ovunque. A bordo della barca di supporto legale, la “Shireen Abu Akleh”, navighiamo portando il suo nome come testimone, al fianco di tutti coloro che continuano ad informare sotto il fuoco. Questa missione non riguarda la politica. Si tratta di dignità umana, libertà e diritto di vivere dei palestinesi», dicono dalla “Shireen Abu Akleh“, la barca della Flotilla che onora i giornalisti palestinesi che rischiano tutto pur di dire la verità.

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