La lettera di Thiago Ávila, attivista della Global Sumud Flottilla, arrestato sulle navi dirette a Gaza, in acque internazionali, riportano alla mente denunce su interventi in acque internazionali, uso della forza e possibili violazioni del diritto internazionale che riaccendono il dibattito globale.
di Piero Mastroiorio —
Lo scorso 3 maggio si é celebrata la Giornata internazionale per la libertà di stampa ed avrei potuto parlare dei giornalisti Jamal Khashoggi, Shireen Abu Akleh, Arman Soldin e degli altri 270 giornalisti uccisi, perché non rivelassero, al Mondo, i 1.700 medici e sanitari uccisi, i 25.000 bambini uccisi, le 38.000 donne uccise di cui il 50% minorenni, delle oltre 76.000 vittime, secondo la stima del governo israeliano, 100.000, secondo quella di The Lancet MPIDR e CED, i 2.000.000 di sfollati, di cui 1.200.000 sono bambini, dei 40.000 bambini rimasti orfani e dei 21.000 dispersi o sotto le macerie….

Avrei potuto parlare del nuovo rapporto del West Bank Protection Consortium, pubblicato il 20 aprile 2026, che rivela come, nella Cisgiordania occupata, la violenza sessuale é utilizzata in modo sistematico come strumento di pressione per costringere i palestinesi ad abbandonare le proprie case. Donne, uomini e minori raccontano di aggressioni, perquisizioni corporali invasive e dolorose, nudità forzata, molestie e minacce a sfondo sessuale.
Avrei potuto parlare delle pratiche denunciate, che raccontano di atti degradanti come urinare sulle vittime, fotografare e diffondere immagini di persone legate e denudate, pedinare donne mentre utilizzano servizi igienici e minacciare stupri, ma parlerò degli ultimi accadimenti avvenuti nel cuore del Mediterraneo, lontano dagli occhi, ma non dal diritto internazionale, dove si è consumato l’ennesimo episodio destinato a far discutere, resi noti attraverso una lettera, di uno degli attivisti arrestati a bordo delle navi della Global Sumud Flotilla, che rompe il muro del silenzio e riporta al centro dell’attenzione una vicenda, che solleva accuse gravi e difficili da ignorare.
Non si tratta del racconto di un arresto, né di una denuncia diretta di un intervento militare condotto, secondo numerose ricostruzioni, in acque internazionali e con modalità che mettono in discussione principi fondamentali del diritto, ma delle parole di un attivista si inseriscono in un quadro già segnato da critiche e prese di posizione da parte di organizzazioni per i diritti umani, che da anni contestano la legittimità di operazioni simili. L’uso della forza, il sequestro delle imbarcazioni e la detenzione degli attivisti diventano così elementi di un’accusa più ampia: quella di violazioni sistematiche delle norme internazionali da parte di Israele. In questo contesto, la lettera non è solo una testimonianza, ma un atto d’accusa che chiama in causa responsabilità politiche e giuridiche ben precise.

Dal carcere israeliano, Thiago Ávila, ha dettato, al suo avvocato, una lettera-testamento indirizzata alla sua bambina, in cui si legge: «Cara Teresa,
mi dispiace di non essere a casa con te in questo momento.
Purtroppo tuo padre, tua madre e tante persone in tutto il Mondo hanno compreso il compito storico che abbiamo la responsabilità di portare a termine.
Oggi, più di un milione di bambini stanno subendo un genocidio, vengono lasciati morire di fame, subiscono amputazioni senza anestesia e soffrono a causa di idee orribili e cariche di odio, pur non sapendo cosa siano il sionismo e l’imperialismo.
Sono sicuro che ti manco moltissimo, anche, tutte le madri e i padri dei bambini palestinesi sentono terribilmente la loro mancanza e darebbero qualsiasi cosa per vivere una vita di amore, felicità e gioia che ogni essere umano merita, indipendentemente da razza, religione, etnia o qualsiasi altra caratteristica.
Il tuo Mondo sarà più sicuro, perché molti genitori hanno deciso di dare tutto per costruire un mondo migliore per te.
Spero che un giorno tu possa capire che, proprio perché ti amo così tanto, non c’era nulla di più pericoloso, per te e per gli altri bambini, che vivere in un Mondo che accetta il genocidio.
Ti prego di ricordare tuo padre come la persona che ti cantava e suonava la chitarra per farti addormentare e, quando crescerai, la tua mamma ti dirà, anche, che tuo padre era un rivoluzionario e che, anche di fronte alle persone più terribili al Mondo, Donald Trump, Benjamin Netanyahu e Itamar Ben-Gvir, è rimasto saldo nella convinzione di costruire un Mondo migliore.
Per favore, non dimenticare la Palestina!
Con tutto il mio amore,
Thiago Ávila»

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