La Commissione di allerta rapida ha presentato un primo monitoraggio delle importazioni italiane di materie provenienti dall’area del Golfo, che evidenzia la situazione di alcune risorse considerate critiche, 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro.
di Redazione —
Si è riunita lo scorso 23 marzo 2026, presso il Ministero delle imprese e del Made in Italy, la Commissione di allerta rapida sui prezzi dedicata ai carburanti, all’inflazione e alle possibili ripercussioni dell’escalation delle tensioni geopolitiche sui mercati energetici, sull’approvvigionamento di materie prime critiche e su altri input strategici come i costi dei noli marittimi, attese le criticità che la guerra in Medio Oriente porta, anche, sulle materie prime industriali di rilevanza strategica che transitano nell’area del Golfo, tra cui fertilizzanti e materie plastiche.

Secondo la Commissione di allerta rapida, nel parlare di «una buona performance dell’Italia nel confronto con i principali Paesi europei: anche nelle settimane successive allo scoppio delle tensioni, la dinamica dei prezzi risulta più contenuta rispetto a quella registrata in altri grandi Paesi industriali come Francia e Germania», spiega come la riduzione delle accise si sia tradotta in un contenimento del prezzo della benzina e del gasolio, il carburante più usato per il trasporto delle merci e quindi con un impatto diretto sui costi dei beni e sull’inflazione. Sul gasolio si stanno registrando le principali tensioni sui mercati internazionali, anche alla luce delle aspettative di breve periodo sull’evoluzione dei prezzi.
«C’è un gruppo di 26 materie prime industriali di rilevanza strategica, per un valore complessivo delle importazioni pari a circa 9 miliardi di euro. L’area del Golfo ha un ruolo centrale a partire dai principali paesi fornitori, che sono Arabia Saudita e Qatar. La Commissione di allerta rapida evidenzia la situazione di alcune risorse considerate critiche», spiega il Ministero approfondendo il tema della materie prime industriali provenienti dal Golfo con un primo monitoraggio delle importazioni italiane. I comparti interessati sono quelli energetico, petrolchimico, dei fertilizzanti, delle plastiche, nonché dei minerali e dei metalli.
«Ci sono tensioni sui prezzi per i fertilizzanti, con aumenti soprattutto per l’urea ed “incrementi significativi” delle quotazioni internazionali delle materie plastiche, utilizzate nei comparti del packaging, dell’automotive e dell’edilizia. Sono in flessione le quotazioni dei metalli industriali mentre aumenta il costo dei noli marittimi per il trasporto di container. Le tariffe sulla tratta Shanghai–Genova hanno registrato un incremento del 10% dall’inizio delle tensioni in Medio Oriente», evidenzia il monitoraggio.

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