Dal 2005 al 2025, l’ONU ha verificato oltre 15.000 attacchi contro scuole in zone di conflitto. Solo nel 2025, in tutto il Mondo ci sono stati oltre 1600 attacchi alle scuole. Oltre il 90% dei bambini nei paesi colpiti da conflitti non è in grado di leggere un testo semplice all’età di 10 anni.
di Redazione —
«Quando una bomba distrugge una scuola, non interrompe solo l’istruzione di un bambino ma mina la sua intera esistenza. Senza scuola, i bambini rischiano di finire in catene di sfruttamento, violenza, matrimoni precoci e lavoro minorile. Ogni volta che una scuola viene colpita e devastata, aumenta il rischio di abbandono scolastico definitivo e di ripercussioni devastanti sulla vita futura dei più piccoli. Eppure le scuole sono diventate obiettivo di guerra e oggi, 93.000.000 di bambini non frequentano la scuola a causa delle crisi in tutto il Mondo. I conflitti e gli sfollamenti li hanno tenuti lontani dall’istruzione per mesi, a volte per anni», denuncia l’UNICEF.

In occasione della Giornata internazionale per la protezione dell’istruzione dagli attacchi, che si tiene ogni anno il 9 settembre, l’UNICEF, l’organizzazione internazionale che si occupa di assistenza umanitaria per i bambini e le loro madri in tutto il Mondo, denuncia quanto pesi l’attacco alla scuola sul futuro dei bambini, sottolineando: «Le scuole dovrebbero essere luoghi sicuri, dove i bambini possano imparare, crescere e ritrovare un senso di normalità, non luoghi di paura e violenza, eppure, gli attacchi contro l’istruzione continuano a intensificarsi. Quando l’istruzione viene interrotta, i bambini perdono l’accesso a molto più che all’apprendimento. Lontani dalla scuola, i bambini affrontano maggiori rischi in termini di protezione, tra cui violenza, sfruttamento, lavoro minorile, matrimoni precoci, sfollamento e reclutamento da parte di gruppi armati.».
Dal 2005 al 2025, l’ONU ha verificato oltre 15.000 attacchi contro scuole in zone di conflitto. Solo nel 2025, in tutto il mondo ci sono stati oltre 1600 attacchi alle scuole. Oltre il 90% dei bambini nei paesi colpiti da conflitti non è in grado di leggere un testo semplice all’età di 10 anni. Il costo dell’inazione è devastante, perché «ogni mese in cui un bambino non frequenta la scuola aumenta il rischio di abbandono scolastico definitivo, matrimoni precoci, sfruttamento, reclutamento da parte di gruppi armati e povertà a lungo termine», denuncia ancora l’UNICEF, non nascondendo come negli aiuti umanitari l’istruzione è cronicamente trascurata. Nel 2025 dalle donazioni sono arrivati solo il 24,3% dei fondi totali necessari.

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