«In generale, senza milioni di persone, i lavoratori, con uno stipendio dignitoso e sicuro da poter spendere serenamente, il denaro disponibile sarà sempre meno e, perciò, ancora più attività economiche andranno in fallimento, perché non avranno a chi vendere, con altre perdite di posti di lavoro. Infatti, i lavoratori sono necessari all’economia nazionale, la speculazione e gli speculatori no», ricorda SLG-CUB Poste.

di Redazione —

«Poste Italiane riconosce meno giorni di ferie ai lavoratori assunti dall’11 luglio 2003, per farli lavorare di più e assumerne di meno. Poste Italiane ha sfruttato il precariato come non mai, con decine e decine di migliaia di giovani, prima utilizzati, spremuti e, poi, lasciati a casa», scrive in un comunicato stampa, inviato agli organi di informazione, SLG-CUB Poste, spiegando: «per non assumere i 90.000 dipendenti fissi necessari a riempire il buco di organico e dare un servizio completo e dignitoso all’utenza.

Poste Italiane ha modificato, continuamente, l’organizzazione del lavoro, per ridurre il personale, cosa che ha prodotto più stress, malattie e infortuni, con la conseguenza delle dimissioni volontarie e anticipate dal posto di lavoro. Poste Italiane ha formato la logistica cosiddetta “Rete Corriere“, con orario di lavoro strutturato su 39 ore settimanali, invece delle normali 36, per assumere sempre meno personale.

Poste Italiane non perde occasione per esaltare il ricorso e la volontà di conversione alla digitalizzazione, all’uso di droni, carrozze semoventi, totem interattivi e quant’altro possa servire a tranciare il rapporto diretto dell’utenza con i dipendenti fisici ed eliminare il personale. Poste Italiane, così, è passata dalle 222.000 unità, del 1994, alle meno di 110mila, del 2026. E l’IA è un altro formidabile bastone, da usare contro l’occupazione, per sostituire personale.

Poste Italiane ha ridotto il personale sia nel servizio postale, degradato a livelli da terzo mondo, con l’incivile consegna della posta a giorni “alterni e rarefatti“, e sia negli uffici postali, riducendo il numero di sportelli aperti negli uffici postali, creando lunghe attese in coda, nonché, eliminando del tutto 1.200 uffici postali dal territorio nazionale, costringendo anche gli utenti più anziani a spostarsi per cercarne uno aperto. E ora viene meno anche la posta prioritaria.

Questo percorso di smantellamento del lavoro, attuato, in poco più di tre decenni, è stato possibile grazie al puntellamento fornito dall’operato dei sindacati firmatari dei Contratti nazionali di lavoro e dei partiti capitalisti, con i due schieramenti politici che si alternano al potere da ormai più di 30 anni, cioè dalla destra rudimentale e dalla destra sofisticata, che si spaccia per sinistra per avere i voti di lavoratori, pensionati e disoccupati.

SLG-CUB Poste ricorda, che, in generale, senza milioni di persone, i lavoratori, con uno stipendio dignitoso e sicuro da poter spendere serenamente, il denaro disponibile sarà sempre meno e, perciò, ancora più attività economiche andranno in fallimento, perché non avranno a chi vendere, con altre perdite di posti di lavoro. Infatti, i lavoratori sono necessari all’economia nazionale, la speculazione e gli speculatori no.».

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