I dati del Sistema di sorveglianza 0-2 anni rivelano: il 14,6% dei neonati fra 2 e 5 mesi passa del tempo davanti a tv, smartphone, tablet, mentre, l’esposizione agli schermi aumenta a 11-15 mesi.
di Redazione —
I dati dell’esposizione agli schermi nei primi mille giorni di vita, uno degli standard esaminati dal Sistema di sorveglianza 0-2 anni sui principali determinanti di salute del bambino – Sorveglianza Bambine e Bambini 0-2 anni – promosso dal Ministero della Salute, coordinato dall’ISS e realizzato in collaborazione con le Regioni, rivelano come un neonato, a tre mesi di vita già “guarda” la televisione o lo smartphone. Nei primi mille giorni di vita, l’esposizione agli schermi e alle tecnologie digitali riguarda il 14,6% dei neonati di 2-5 mesi in Italia e cresce intorno al primo anno di età, poco meno della metà dei bambini, il 46,3%, viene esposto agli schermi: nel 31,2% dei casi meno di un’ora al giorno, nel 12,9% fra una e due ore al giorno..

In linea generale, l’indagine, che si è svolta fra luglio 2025 e gennaio 2026, con l’intervista a oltre 64.000 madri e ha permesso di raccogliere informazioni su importanti determinanti di salute del bambino, evidenzia che fra le donne in gravidanza e nei primi due anni dopo il parto migliorano i comportamenti che incidono sulla salute dei bambini e delle bambine; rimangono lontani gli standard raccomandati, soprattutto in alcune aree del Paese, con marcate differenze territoriali e sociali, in particolare al Sud.
I dati, intetizza dall’ISS, Istituto Superiore di Sanità, lo scorso 20 maggio 2026, mostrano segnali incoraggianti: sono ormai poche le donne che riferiscono di fumare o assumere alcol in gravidanza. Restano ampi margini di miglioramento, sia rispetto a comportamenti “tradizionalmente” al centro delle politiche di prevenzione, come l’assunzione appropriata di acido folico e l’allattamento, sia rispetto a temi emergenti quali l’esposizione di bambini e bambine a tv, tablet e cellulari e alla diffusione della lettura condivisa in famiglia. C’è ancora molto da fare anche sul sostegno alla genitorialità: i dati evidenziano una buona partecipazione delle mamme agli incontri di accompagnamento alla nascita, ma sono poche le madri che ricevono una visita domiciliare dopo il parto e poco più della metà sono i papà che usufruiscono del congedo, con importanti differenze territoriali.
«Non tutti i bambini e le bambine nascono e crescono nelle stesse condizioni. Le disuguaglianze sociali, economiche e culturali manifestano il loro effetto già prima della nascita, e questo effetto tende ad ampliarsi nei primi anni di vita, condizionando la salute in tutte le fasi della vita. Per questo, una sanità pubblica attenta ai primi 1.000 giorni non può separare la promozione della salute dalla riduzione delle disuguaglianze di salute attraverso la costruzione di comunità più giuste e più eque», dice Rocco Bellantone, presidente dell’ISS.

Uno dei dati che si aggancia a temi emergenti, e assume contorni preoccupanti, è l’esposizione dei neonati e dei bambini nei primi mille giorni di vita agli schermi e alle tecnologie digitali, un fenomeno sempre più diffuso già nell’infanzia. E sul quale stanno aumentando rapidamente le prove scientifiche sui rischi che tutto questo comporta. Dai dati dell’indagine, emerge che il 14,6% dei piccoli di 2-5 mesi trascorre del tempo davanti a TV, computer, tablet o smartphone, nell’11,2% dei casi, meno di un’ora al giorno, il 2,9% fra una e due ore al giorno e lo 0,5% tre o più ore giornaliere. A livello territoriale, la quota varia dal 6,9% della P. A. di Trento al 24,9% della Sicilia, con valori più elevati nelle Regioni del Sud. La maggior parte dei piccoli esposti agli schermi vi passa meno di un’ora al giorno, mentre il 3,4% vi trascorre almeno 1-2 ore quotidiane.
L’esposizione aumenta con l’età in tutte le Regioni: quando il bambino ha fra gli 11 e i 15 mesi, la quota di chi trascorre almeno 1-2 ore al giorno davanti a uno schermo varia tra il 5% (Veneto) e il 36,5% (Sicilia), confermando livelli più elevati nelle Regioni del Sud. La raccomandazione è quella di evitare l’esposizione agli schermi al di sotto dei 2 anni: i dati, sottolinea la ricerca, evidenziano la necessità di continuare a informare i genitori e gli adulti di riferimento dei rischi legati alle tecnologie digitali e agli schermi nei primi anni dell’infanzia. Il dato positivo viene dal confronto con la precedente rilevazione: l’esposizione a schermi a 2-5 mesi è inferiore rispetto al 2022 (14,6% vs 22,1%); anche a 11-15 mesi la tendenza è alla diminuzione (46,3% vs 58,1%).

WHATSAPP 333 423 5237 – SOLO MESSAGGIO –
spiegando, di cosa avete bisogno, per essere ricontattati
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: info@fantownservice.it
