«Le campagne di richiamo delle automobili con airbag Takata sono spesso tardive e inadeguate», denuncia Movimento Consumatori, chiedendo un’azione urgente al MIT, Ministero dei Trasporti.
di Redazione —

Il MIT, Ministero dei Trasporti, ha pubblicato sul proprio sito un avviso per sensibilizzare i cittadini sulle campagne di richiamo degli airbag Takata, segnalando che la mancata sostituzione può provocare lesioni gravi o mortali. Le campagne riguardano 4.000.000 di veicoli, di cui 1.600.000 attualmente circolanti in Italia ed equipaggiati con gli airbag difettosi. Il MIT ricorda che la campagna di richiamo “straordinaria” interessa veicoli di diverse case costruttrici e riguarda airbag che, «in determinate condizioni ambientali – come elevata umidità, temperature elevate o forti sbalzi termici – possono subire un deterioramento dei componenti interni. Tale difetto potrebbe, in alcuni causi, causare una esplosione dell’airbag, con il rischio di lesioni o, nei casi più estremi, esiti fatali per gli occupanti del veicolo.».
Non passa inosservato l’avviso, considerato che il caso degli airbag difettosi va avanti da anni ed è internazionale. Alcune campagne sono state imponenti: negli Stati Uniti ci sono stati richiami per 67.000.000 di veicoli; in Francia il Ministero dei trasporti ha ordinato il richiamo di 2.500.000 automobili, disponendone lo stop drive, una misura di sicurezza che prevede l’immediata cessazione dell’utilizzo del veicolo, a circa 1.700.000. In Italia la campagna di richiamo è partita, a maggio 2024, con la comunicazione, a migliaia di persone, di un difetto nei dispositivi di gonfiaggio dei cuscini salvavita delle automobili di cui erano proprietari. Oltre 170.000 proprietari di C3 e DS3, prodotte dal 2009 al 2019, hanno ricevuto da Stellantis lo “stop drive”, l’ordine di interrompere immediatamente la guida dei veicoli, fino alla sostituzione dell’airbag difettoso.
Da gennaio 2025 anche i proprietari di veicoli Opel, Zafira, Astra e Meriva sono alle prese con una campagna di richiamo per gli airbag Takata con una lettera che li avvisa dei rischi. A dicembre 2025 il Tribunale di Torino ha accolto l’azione inibitoria del Movimento Consumatori e stabilito che PSA Italia e Opel dovranno ordinare lo stop drive per i veicoli Opel e garantire auto sostitutive e il traino gratuito dei veicoli interessati.

«Il Ministero dei trasporti “sensibilizza solo ora” sulla campagna, con un intervento che arriva con 10 anni di ritardo e ha un’efficacia preventiva molto limitata rispetto a misure adottate in Paesi come USA e Francia, dove i veicoli a rischio sono stati sottoposti a stop drive obbligatorio. In Italia, invece, solo una parte dei veicoli è sottoposta a limitazioni, senza criteri chiari e senza test indipendenti», spiega Alessandro Mostaccio, presidente del Movimento Consumatori, sottolineando: «L’intervento del Ministero, che noi chiediamo da mesi, alla fine è arrivato in estremo ritardo e non è all’altezza della gravità della situazione. Ben diverse invece sono le azioni intraprese dal tribunale e dalla Corte d’Appello di Torino che sono intervenuti per imporre le auto sostitutive per Citroen e lo stop drive per Opel. Se la tutela dei consumatori, in casi come questi, continua a essere demandata solo a tribunali e associazioni dei consumatori, siamo di fronte ad una resa totale del controllo pubblico sulla sicurezza dei veicoli.».
«Il Ministero nel suo avviso si limita solo ad esporre le prassi adottate dai produttori, definendo lo ‘stop drive’ una misura adottata dal costruttore per i veicoli caratterizzati da un rischio grave ed imminente per la salute e la sicurezza. L’ imminenza del rischio, per altro soggetta a valutazione del tutto discrezionale, non è requisito previsto dai regolamenti Ue in base ai quali è ‘rischio grave’ quello che, ‘richiede un intervento rapido compresi i casi in cui gli effetti del rischio non sono immediati’. Non è quindi necessario l’incidente, perché sia adottata l’unica misura idonea ad evitare con certezza il rischio: interrompere la guida fino alla sostituzione dell’airbag», afferma Paolo Fiorio, coordinatore del Servizio legale nazionale MC, con un occhio al principio di precauzione, che impone di prevenire ogni rischio grave, anche, se gli effetti non sono immediati.

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