di Redazione —

«Speriamo che il nuovo Piano Olivicolo Nazionale 2026-2030 rappresenti una svolta concreta per un comparto che da anni vive grandi difficoltà e incertezze fitosanitarie», dice Massimiliano Del Core, presidente di Confagricoltura Bari-BAT, commentando la bozza del Piano presentato dal Ministero dell’Agricoltura, che mette in campo quasi 500.000.000 di euro in cinque anni, per il rilancio dell’olivicoltura italiana, sottolineando: «Accogliamo con favore l’iniziativa che prevede provvedimenti essenziali per sgravare gli imprenditori agricoli penalizzati da Xylella.  

Inoltre, prevedere una dotazione e misure straordinarie con risorse adeguate e capacità di intervento rapida, é ciò che il territorio chiede da tempo: superare gli ostacoli che hanno rallentato interventi e soluzioni in Puglia, soprattutto in Salento e nei territori di Bari e Bat, aree vocate alla produzione olivicola e olearia di eccellenza per il mercato italiano ed estero.». Particolarmente rilevante per la propria provincia di competenza territoriale, secondo Confagricoltura Bari-BAT, è anche la proposta di una zona a specialità Xylella (Zas): «Una zona con regole dedicate, semplificazioni burocratiche, fiscalità agevolata e accesso facilitato al credito: è indispensabile per consentire alle imprese agricole di ripartire davvero, investire, rigenerare i territori colpiti dal batterio e ritrovare vera capacità competitiva rispetto agli altri paesi produttori. 

Il Piano, che prevede risorse provenienti sia dal provvedimento Coltivaitalia’ sia da fondi europei, punta ad aumentare la produzione nazionale di olio del 25%, ristrutturando o ampliando 70mila ettari di oliveti e recuperando circa 500.000 ettari di superfici abbandonate.». Obiettivi ambiziosi che secondo Del Core «non possono prescindere dal coinvolgere il sistema olivicolo delle nostre provincie, che con oltre 132.000 ettari sono le più di ulivi d’Italia, e possono essere raggiunti solo se accompagnati da una reale riduzione dei costi di produzione, da nuovi accordi di filiera e da un forte investimento in ricerca e innovazione. Bene, anche, l’attenzione alla qualità, alle DOP e IGP, alla tracciabilità e al posizionamento dell’EVO italiano sui mercati internazionali. Tuttavia, è fondamentale che il Piano si traduca rapidamente in atti concreti e risorse immediatamente spendibili.».

Confagricoltura Bari-BAT sottolinea, infine, l’importanza della fase di confronto con le associazioni di categoria, precisando: «Nei prossimi giorni, sentito il territorio,  presenteremo osservazioni puntuali per migliorare ulteriormente il Piano, affinché l’approdo in Conferenza Stato-Regioni rappresenti un passaggio decisivo verso la rinascita dell’olivicoltura pugliese e nazionaleL’olio non è solo un prodotto agricoloma un patrimonio storico, economico, ambientale e culturale del nostro Paese, della nostra regione, delle province di Bari e Bat. Questo Piano può essere l’occasione giusta per difenderlo e rilanciarlo, a patto che si abbia il coraggio di scelte chiare e rapide.».

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