Secondo l’OMS molti decessi potrebbero essere prevenuti con il miglioramento dei servizi di approvvigionamento idrico e igienico-sanitari, pratiche di sicurezza alimentare e l’accesso all’assistenza sanitaria per le popolazioni vulnerabili.
di Redazione —
L’EFSA, European Food Safety Authority, l’agenzia dell’Unione Europea che funge da punto di riferimento per la consulenza scientifica sui rischi legati alla catena alimentare, in occasione della Giornata mondiale della sicurezza alimentare, che ricorre ogni anno il 7 giugno, ha ricordato come ogni anno gli alimenti non sicuri causano malattie, problemi di salute a lungo termine e danni economici per milioni di persone in tutto il Mondo.

Non solo l’EFSA, anche l’OMS, Organizzazione Mondiale della Sanità, ha stimato che il cibo contaminato causi 866.000.000 di malattie e 1.520.000 di morti ogni anno, colpendo quasi una persona su nove a livello globale. In particolare, secondo le stime, i bambini di età inferiore ai cinque anni corrono un rischio quasi tre volte superiore di ammalarsi a causa di alimenti non sicuri rispetto ai bambini più grandi e agli adulti.
L’esposizione a batteri e virus di origine alimentare, nonché infezioni parassitarie, ha causato la maggior parte delle malattie di origine alimentare, circa 860 milioni nel 2021. Inoltre, sempre nel 2021 l’esposizione a sostanze chimiche ha rappresentato il 73% dei decessi dovuti a cibo contaminato, con particolare riguardo all’arsenico inorganico (42%) e al piombo (31%), che aumentano il rischio di malattie cardiache e tumori.
L’OMS richiama quindi l’attenzione sulla prevenzione: molti decessi potrebbero essere prevenuti con misure quali il miglioramento dei servizi di approvvigionamento idrico e igienico-sanitari, pratiche di sicurezza alimentare, come la pastorizzazione, e l’accesso all’assistenza sanitaria per le popolazioni vulnerabili.
«In tema di sicurezza alimentare persistono, inoltre, forti disuguaglianze», sottolinea l’OMS, spiegando: «I cambiamenti delle abitudini alimentari, le pressioni ambientali, la globalizzazione e le disuguaglianze nei sistemi alimentari continuano a determinare chi è maggiormente esposto al rischio di consumare alimenti non sicuri. I bambini e le persone che vivono in comunità con scarse risorse subiscono il maggiore impatto sulla salute, in particolare nei paesi a basso e medio reddito. In particolare le regioni dell’Africa e del Sud-Est asiatico rappresentano, insieme, quasi i tre quarti di tutte le malattie di origine alimentare e il 60% dei decessi a livello mondiale.».

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