«In Europa il 25% di frutta e verdura espone i consumatori a cocktail di pesticidi che non vengono valutati dall’EFSA», denuncia di PAN Europe, rilevando come siano molti i neurotossici che entrano, anche, attraverso alimenti importati trattati con sostanze vietate nella Ue.
Pesticide Action Network (PAN) Europe denuncia come sui cibi vengono regolarmente trovati cocktail di pesticidi, in molti casi neurotossici. In Europa il 41,6% della frutta e della verdura vendute contiene residui di pesticidi e il 25,5% ne contiene più di uno. «Ciò significa che un quarto della frutta e della verdura consumata espone i consumatori a cocktail di pesticidi che non vengono valutate dall’EFSA, nonostante il suo obbligo legale di farlo. È preoccupante che la maggior parte dei residui identificati siano neurotossici», dice PAN Europa, riferendosi ai risultati dell’ultima pubblicazione dell’EFSA, Autorità europea per la sicurezza alimentare, sui residui di pesticidi negli alimenti, offrendo una valutazione negativa puntando i riflettori su un dato che non viene valorizzato: l’esposizione multipla ai residui di pesticidi. I pesticidi vengono valutati singolarmente in termini di rischio mentre viene perlopiù ignorato l’effetto combinato, sinergico, quello che deriva dai cocktail di pesticidi. Se si guarda a quel valore, il quadro cambia.

«Questi risultati continuano a destare preoccupazione, poiché sempre più prove scientifiche dimostrano che l’esposizione ai residui di pesticidi attraverso gli alimenti è collegata a un rischio maggiore di sviluppare malattie croniche come il cancro e può portare all’infertilità», ha detto Martin Dermine, direttore esecutivo di PAN Europe. Arance, uva da tavola, fragole e mele rimangono gli alimenti più contaminati. PAN Europe fa riferimento a un suo studio nel quale ha analizzato le mele di 13 paesi europei: ha scoperto che quasi tutti i campioni di mele (il 93%) contenevano almeno un residuo di pesticida e l’85% dei campioni conteneva residui di pesticidi multipli. Alcuni campioni contenevano fino a 7 diversi residui di pesticidi.
Mentre per l’EFSA il rischio, che deriva dai residui di pesticidi negli alimenti, rimane basso, non è così per PAN Europea, che sottolinea l’esposizione multipla ai pesticidi e il fatto che quelli spesso rilevati, specialmente nei prodotti importati, siano anche quelli più pericolosi, come spiega Martin Dermine: «Le sostanze più frequentemente riscontrate sono pesticidi neurotossici, come il chlorpyrifos (nonostante il suo divieto), i pyrethroids o i neonicotinoidi, tutti dannosi per lo sviluppo cerebrale dei bambini.».

«I consumatori sono esposti quotidianamente a un mix di interferenti endocrini, pesticidi PFAS o neurotossici, i cui effetti combinati sulla salute non vengono valutati. Ciò è dovuto all’inaccettabile inadempienza dell’EFSA, che dal 2005 non adempie al suo obbligo legale di sviluppare una metodologia per valutare i cocktail di pesticidi», ha detto Salomé Roynel, Policy Officer, commentando i dati online dell’EFSA, secondo i quali, l’uva da tavola (77,9%), il pompelmo (73,5%) e le banane (66,1%) presentavano le percentuali più alte di residui multipli.
PAN Europe lamenta però la «mancanza di trasparenza nella comunicazione dell’EFSA, che fornisce, nelle sue comunicazioni generali, solo statistiche generiche sul livello di contaminazione, omettendo di evidenziare che i pesticidi più frequentemente riscontrati sono anche i più pericolosi, un dato che invece è nascosto all’interno del loro database». Da qui emerge che i residui di pesticidi vietati nella Ue, come due neurotossici, il chlorpyrifos o l’imidacloprid, dannosi per lo sviluppo cerebrale del feto, sono tra i residui più frequentemente rilevati, che, in particolare, superano il limite legale. «I pesticidi più pericolosi, vietati per tutelare la salute e l’ambiente, stanno tornando sulle nostre tavole attraverso gli alimenti importati, e sono proprio quelli che più frequentemente superano i limiti di legge. Si tratta di un doppio standard tossico che deve finire», spiega Salomé Roynel.

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