Sciopero nazionale di 24 ore di per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, aderenti, anche, a Cobas Poste, Cub Poste ed SLG-CUB Poste.
di Redazione —
Il prossimo 22 settembre ci sarà uno sciopero nazionale di 24 ore, con inizio dal turno notturno montante nella serata del 21 settembre, per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, aderenti, anche, a Cobas Poste, Cub Poste ed SLG-CUB Poste, per i motivi riassunti nel comunicato che qui pubblichiamo:

«Poste Italiane SpA è dentro fino al collo nel sistema capitalista, aggravato dalla privatizzazione, che ha portato i frutti amari dello sfruttamento, della riduzione speculativa dei posti di lavoro, delle basse paghe, delle ingiustizie e dei danni alla salute.
Perciò, lo sciopero è il mezzo per contestualizzare Poste Italiane all’interno della lotta generale per la dignità dei lavoratori e delle lavoratrici, e per suscitare riflessioni e reazioni correttive, da parte dell’azienda, ma, anche, da parte del governo e del parlamento.
Da troppo tempo, il ceto politico italiano si è spostato sul versante del capitalismo più spietato e oppressivo, imponendo peggioramenti di vita, sia sociali che umani. Per la situazione di Poste Italiane

DENUNCIAMO la mancanza di sicurezza sul lavoro, lo stress in aumento e anche i morti sul lavoro, sotto una gestione aziendale speculativa, protesa solo all’aumento sfrenato degli utili economici.
CHIEDIAMO la tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori nei luoghi di lavoro.
DENUNCIAMO la riduzione di oltre il 50% dell’organico di Poste Italiane, l’eliminazione di oltre 2mila uffici postali, lo sfruttamento del precariato e retribuzioni del tutto insufficienti.
CHIEDIAMO la stabilizzazione dei giovani ex ctd presenti in graduatoria, il riempimento strutturale dell’organico carente, retribuzioni adeguate al costo della vita, e la conferma a Poste Italiane dello svolgimento del Servizio postale Universale (la cui fine è stabilita al 30 aprile 2026).
DENUNCIAMO la privatizzazione di Poste Italiane e la complicità di tutti i partiti presenti in Parlamento, al di là di alcuni singoli deputati o senatori, più sensibili, che non considerano assolutamente i danni sociali ed economici causati alla collettività, cioè ai lavoratori e agli utenti.
CHIEDIAMO il ritorno alla gestione pubblica, al 100%.
Per la situazione nazionale generale

DENUNCIAMO il mancato adeguamento delle retribuzioni dei lavoratori dei settori pubblici e privati.
CHIEDIAMO forti aumenti dei salari e delle pensioni, l’approvazione di una misura di salario minimo non inferiore a 12 Euro l’ora, netti, e la reintroduzione di un meccanismo automatico di adeguamento delle retribuzioni all’andamento del costo della vita.
DENUNCIAMO i conflitti di interesse e l’appoggio politico ai settori finanziari, farmaceutici e armaioli, che speculano, ottenendo grandi profitti economici, infliggendo sempre più sofferenze all’umanità.
DENUNCIAMO l’aumento delle spese militari, oltre ai 40 MLD di Euro già previsti per il triennio in corso.
DENUNCIAMO le politiche atte a fomentare le guerre, anziché ad evitare che scoppino.
DENUNCIAMO l’assenza di azioni del governo italiano per dissociarsi dai disumani attacchi di massa perpetrati dal governo di Israele contro la popolazione civile, i giornalisti e le strutture ONU in Palestina.
Perciò
CHIEDIAMO che cessi l’orribile genocidio del popolo palestinese e che l’Italia cessi la fornitura di armi ad Israele, tutelando, in ogni modo, la missione di sensibilizzazione della Global Sumud Flotilla, con i suoi volontari impegnati a portare aiuti ai civili palestinesi.
CHIEDIAMO sanzioni ad Israele e rottura delle relazioni diplomatiche e commerciali, con questo Stato, per arrivare all’obiettivo di spingerlo al rispetto dei diritti umani e a tutelare il popolo palestinese.
CHIEDIAMO adeguati interventi del governo anche per la pace nel conflitto Russia-Ucraina.

Inoltre
CHIEDIAMO una politica rispettosa dell’umanità, con investimenti massicci per la Sanità pubblica, per la Scuola pubblica, per i Trasporti pubblici, per lo Stato Sociale, per assicurare una qualità di vita adeguata e contrastare le disuguaglianze di classe, le discriminazioni e la povertà esistente.
CHIEDIAMO il ritorno a vere politiche sociali, per affrontare l’emergenza abitativa, con piani di sviluppo dell’edilizia popolare e il contrasto alle lobby delle speculazioni edilizie.
DENUNCIAMO QUESTO SISTEMA POLITICO-ECONOMICO basato sul CAPITALISMO, che ha ucciso la dignità dell’umanità, gettandola nel baratro delle guerre e della povertà.
CHIEDIAMO GIUSTIZIA SOCIALE E RISPETTO PER L’UMANITÀ INTERA, scioperando il 22 settembre, per affrontare questi aspetti fondamentali, in tutti settori lavorativi, compresa Poste Italiane, e per non subire l’aggravamento delle politiche di sfruttamento.».
LE IMMAGINI SONO DI REPERTORIO

Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: fantownservice@tiscali.it

