Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani chiede l’intervento di Valditara contro il blocco delle lezioni: «Edifici insicuri e impianti inefficienti sono problemi reali, ma serve un tavolo istituzionale senza slogan.».
di Redazione —
La scure delle occupazioni studentesche torna ad abbattersi sugli istituti scolastici italiani. Da Torino a Roma, passando per Napoli e Bologna, la tensione nelle scuole è in costante aumento, alimentata anche dall’eco delle recenti proteste francesi. Una situazione calda che ha spinto il CNDDU, Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani, guidato dal presidente Romano Pesavento, a rompere il silenzio per esprimere forte preoccupazione e chiedere un intervento immediato del Ministero dell’Istruzione e del Merito.

Secondo il Coordinamento, la diffusione delle contestazioni riporta alla luce criticità strutturali e organizzative che non possono più essere affrontate soltanto in condizioni di emergenza, tanto da tracciare una linea netta tra il diritto alla protesta e i metodi utilizzati dagli studenti. Pur riconoscendo la legittimità del dissenso, il CNDDU sottolinea che le occupazioni compromettono la continuità didattica e penalizzano l’intera comunità scolastica, compresi gli alunni che non condividono la protesta.
L’autentico valore educativo della partecipazione si esprime attraverso il rispetto delle regole e la disponibilità al confronto, non interrompendo il regolare svolgimento delle lezioni. Al tempo stesso, i docenti invitano a non liquidare le proteste come semplice insofferenza all’autorità: le denunce su impianti inefficienti, infiltrazioni e manutenzioni incomplete richiamano precise responsabilità amministrative della macchina pubblica.
Il CNDDU toccando i temi caldi della politica economica e dell’integrazione, invita gli studenti a superare la logica degli slogan:
- Risorse pubbliche: la richiesta di investire nella scuola riducendo la spesa militare richiede analisi basate su dati attendibili e la comprensione dei vincoli di bilancio dello Stato.
- Classi e cittadinanza: le polemiche sulla gestione degli alunni con cittadinanza non italiana vanno affrontate con rigorose soluzioni didattiche e organizzative, rifiutando le semplificazioni ideologiche.

Per evitare la riproduzione acritica di modelli di protesta esteri, la funzione dei docenti diventa quindi fondamentale. Il corpo docente è chiamato a gestire il conflitto con autorevolezza ed equilibrio, senza cedere a provvedimenti esclusivamente punitivi o, al contrario, ad accondiscendenze indiscriminate. Per disinnescare la crisi prima che si trasformi in uno scontro permanente, il CNDDU si rivolge direttamente ai vertici del dicastero di Viale Trastevere. L’invito ufficiale al Ministro Giuseppe Valditara è quello di promuovere un’interlocuzione istituzionale urgente con le rappresentanze studentesche e le comunità scolastiche coinvolte.
L’obiettivo deve essere il rafforzamento dei canali ordinari di partecipazione, affinché le richieste degli studenti ricevano risposte puntuali e motivate senza dover ricorrere al blocco delle scuole. La fine delle mobilitazioni non può tradursi nel semplice ripristino della regolarità delle lezioni: serve responsabilità amministrativa e tempestività per risolvere i problemi noti prima che scoppi la protesta.

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