DE NICOLA: «Le statistiche parlano chiaro: sempre più persone si trovano a combattere con problemi di salute mentale e questo non può più essere ignorato è fondamentale, in un momento in cui la società sembra rimanere sorda ai segnali di allerta. È essenziale comprendere che i disagi mentali non colpiscono solo gli individui, ma intere comunità. La stigmatizzazione, l’isolamento sociale e la mancanza di supporto adeguato sono ostacoli che molte persone affrontano quotidianamente.».
Gli ultimi dati del Ministero della Salute rivelano come un pugliese su cinque soffra di un disturbo legato alla salute mentale. Numero allarmante, se si considera che tali disturbi possono trasformarsi in patologia se non curati per tempo. Inoltre, 55.000 persone sono già in carico dei dipartimenti di Salute mentale, con 939 nuovi ingressi, nel solo 2023, anno in cui si sono registrati 18.000 accessi al Pronto Soccorso, più di 50 al giorno. Tra le cause spiccano le sindromi nevrotiche e i disturbi somatoformi, come l’ipocondria, con 10.000 casi segnalati, seguiti da depressione e disturbi mentali organici, cioè disturbi del comportamento riconducibili, tra le altre cose, a tumori e ictus al cervello. 2000 gli accessi dovuti a schizofrenia e psicosi.

«Le statistiche parlano chiaro: sempre più persone si trovano a combattere con problemi di salute mentale, e questo non può più essere ignorato è fondamentale, in un momento in cui la società sembra rimanere sorda ai segnali di allerta», dice Giusi de Nicola, responsabile dell’Associazione Vittime di Ingiustizia, per la città di San Severo, che, nell’invitare a seguire il sito dell’Associazione su Facebook, sottolinea: «È essenziale comprendere che i disagi mentali non colpiscono solo gli individui, ma intere comunità. La stigmatizzazione, l’isolamento sociale e la mancanza di supporto adeguato sono ostacoli che molte persone affrontano quotidianamente.».
«Sostenere chi soffre di malessere mentale significa anche combattere le ingiustizie sociali. Se vogliamo veramente progredire come società, dobbiamo essere pronti a investire nella salute mentale come una priorità. È ora di dare a queste voci lo spazio che meritano, affinché nessuno si senta mai più solo nella propria battaglia», conclude de Nicola, sottolineando l’importanza di creare spazi di ascolto e comprensione, invitandoci a «guardare oltre le statistiche e a riconoscere il dolore umano dietro di esse.».

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