VENTURA: «Una Regione che investe sulla procreazione medicalmente assistita, non intervenendo sulle barriere strutturali negli ospedali e nei tribunali rischia di non garantire in modo pieno ed effettivo il diritto alla famiglia. Per questo l ‘Popolo della Famiglia Puglia’ continuerà a portare avanti queste istanze sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare concretamente il sostegno alla natalità e alle famiglie.».
di Redazione —

Miriam Ventura, Coordinatrice di Foggia e provincia del Popolo della Famiglia Puglia, nel prendere atto dello stanziamento di 5.300.000 euro per la procreazione medicalmente assistita, deliberato dalla Regione Puglia per il 2025 e destinato ad Asl Bari e Policlinico, riguardo ai Fondi per la PMA e sostegno alla natalità, ha spiegato: «Investire sulla vita è sempre una scelta giusta, soprattutto quando aiuta coppie con problemi di infertilità, incluse situazioni legate a disabilità o patologie. Tuttavia, ogni intervento sul tema della natalità dovrebbe essere accompagnato da un adeguato sostegno alla crescita dei figli e delle famiglie, altrimenti si rischia di intervenire solo in una fase iniziale del percorso genitoriale senza una reale continuità di supporto.».
«La Regione Puglia ha già avviato il “social freezing” per donne tra i 27 e i 37 anni a carico del Servizio sanitario regionale. Il tema si inserisce in un dibattito più ampio che riguarda il rapporto tra libertà individuale e condizioni sociali e lavorative che incidono sulle scelte di maternità, spesso rinviate per ragioni economiche o professionali», dice Miriam Ventura riguardo i Social freezing e le condizioni sociali della maternità,
sottolineando sulla disabilità, genitorialità e accesso ai percorsi di adozione: «Le donne con disabilità si trovano frequentemente ad affrontare ostacoli aggiuntivi nei percorsi di genitorialità, mentre le madri di figli con disabilità si scontrano spesso con valutazioni restrittive nei procedimenti di adozione. Parallelamente, numerosi minori restano in attesa di una famiglia e molte coppie vivono lunghi tempi di attesa per accedere ai percorsi adottivi. In questo contesto, tempi e costi delle procedure rappresentano ancora una criticità rilevante nel sistema regionale.».

La Coordinatrice Foggia e provincia del Popolo della Famiglia ha reso note alcune proposte su proposte per il diritto alla famiglia ed accessibilità e tempi della giustizia minorile, sottolineando: «chiediamo alla Regione Puglia e all’Assessorato alla Sanità un impegno concreto per rafforzare il diritto alla famiglia, attraverso interventi che rendano più accessibili e inclusivi i percorsi di affido e adozione, con particolare attenzione alle famiglie che includono persone con disabilità.
Sollecitiamo una revisione organizzativa dei tribunali dei minori e un percorso di formazione specifica per gli operatori del settore, al fine di garantire valutazioni più omogenee e sensibili alle condizioni reali delle famiglie.».
Quindi, ha concluso il suo comunicato stampa, inviato agli organi di informazione, con alcune richieste Regione Puglia: «una parte delle risorse destinate alla PMA dovrebbe essere orientata al miglioramento dell’accessibilità dei centri, oggi non sempre adeguati, per persone con disabilità motorie. Una Regione che investe sulla procreazione medicalmente assistita, non intervenendo sulle barriere strutturali negli ospedali e nei tribunali rischia di non garantire in modo pieno ed effettivo il diritto alla famiglia. Per questo l ‘Popolo della Famiglia Puglia’ continuerà a portare avanti queste istanze sul territorio, con l’obiettivo di rafforzare concretamente il sostegno alla natalità e alle famiglie.».

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