di Redazione —

Il Rapporto di ottobre 2025 del SNPA D.C. 297/2025, pubblicato ISPRA, Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, fotografa una Puglia che deve invertire la rotta sul consumo di suolo, come spiega, esprimendo profonda preoccupazione in merito ai dati di consumo di suolo presentati da ISPRA, che confermano un andamento allarmante per il territorio pugliese, Giovanni Caputo, Presidente dell’Ordine dei Geologi della Puglia: «La Puglia sale sul podio essendo la terza regione d’Italia in merito al consumo di suolo 818 ettari di suolo naturale perso solo il 2024, con una percentuale di consumo pari al 8,19 % rispetto al territorio regionale.

Mentre, sono stati ripristinati solo 11 ettari in un anno. Tra le province pugliesi solo Lecce ha perso in un solo anno 239 ettari di suolo naturale e risulta la terza in Italia. I dati del 2025 mettono in luce una situazione che, se non affrontata con urgenza, rischia di compromettere il futuro della nostra terraLa recente pubblicazione di ISPRA evidenzia come il consumo di suolo in Puglia continui a crescere a ritmi preoccupanti, con conseguenze dirette sull’erosione, la perdita di biodiversità e un aumento della vulnerabilità idrogeologica.

Aumenta l’impermeabilizzazione del suolo, diminuisce la sua capacità di assorbire le acque piovane e, di conseguenza, aumenta il rischio di frane e alluvioni. È fondamentale che le istituzioni regionali e locali prendano atto della gravità della situazione e agiscano con decisione. Abbiamo bisogno di una pianificazione territoriale che metta al centro la salvaguardia del suolo, promuovendo il recupero delle aree degradate e l’uso più efficiente del territorio già urbanizzato. I geologi della Puglia sono a disposizione delle amministrazioni locali per fornire il proprio contributo scientifico e professionale, indispensabile per invertire questa tendenza insostenibile e garantire un futuro più sicuro e sostenibile per la nostra regione.».

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