di Redazione —

«Una pessima notizia per le famiglie con i prezzi che passano da 410 euro a 414,8 in appena tre mesi, e quasi 15 euro in più rispetto al 2024», denuncia Massimiliano Dona, presidente UNC, Unione Nazionale Consumatori, commentando i dati diffusi dall’IVASS, Istituto per la vigilanza sulle assicurazioni, nel secondo trimestre 2025 il prezzo medio della polizza RC auto è salito a 415 euro, con un aumento del 3,7% su base annua. Una crescita che, seppure in lieve rallentamento rispetto al +4,1% del primo trimestre, si aggiunge ai rincari degli ultimi due anni, rendendo sempre più oneroso assicurarsi.

La questione più critica resta quella delle disuguaglianze territoriali: a Napoli il premio medio tocca i 597,6 euro, quasi il doppio rispetto ad Enna, la provincia più economica con 298,9 euro. Seguono Prato (586,7 euro) e Caserta (532,4 euro). La forbice tra la provincia più cara e quella più economica raggiunge quindi i 299 euro. Gli aumenti più marcati sono stati registrati a Roma e Aosta (+5,6%), mentre i rincari più contenuti si sono visti a Vibo Valentia (+1,4%) e Crotone (+1,5%).

«È inaccettabile che un automobilista paghi centinaia di euro in più solo per la sua provincia di residenza. Serve una revisione del sistema bonus-malus per premiare davvero la guida virtuosa, una redistribuzione del rischio territoriale per calmierare i prezzi nelle aree più penalizzate e controlli più efficaci contro le frodi, che gravano su tutti i consumatori», denuncia Anna Rea, presidente nazionale di ADOC, Associazione Nazionale per la Difesa e l’Orientamento dei Consumatori, che chiede un intervento strutturale del Governo per correggere le distorsioni del mercato delle RC Auto.

Tra le proposte, anche l’introduzione di una tariffa flat per neopatentati e under 26 per facilitare l’accesso alla copertura assicurativa. Tra le richieste delle associazioni anche una revisione del risarcimento diretto (CID), giudicato inefficiente, e del sistema di comparazione Preventivass, che non consente di aggiungere coperture accessorie come furto, incendio o eventi atmosferici. «Così il confronto è monco e inutile per chi vuole proteggersi davvero», osserva Dona, che invita il Senato a modificare la Legge annuale sulla concorrenza, attualmente in discussione.

Oltre alle istituzioni, i consumatori chiamano in causa anche le compagnie assicurative, invitate a fermare i rincari e a destinare parte dei profitti al contenimento delle tariffe, come afferma Gabriele Melluso di Assoutenti: «Non è accettabile che i prezzi continuino a salire nonostante il calo dell’incidentalità e un’inflazione ormai sotto controllo. Serve una riforma della governance dell’IVASS, con una vigilanza davvero indipendente dal mondo assicurativo.».

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