di Redazione —

«Non avere il senso del limite del potere non ha a che fare con se una nomina si possa o non possa fare sul piano legislativo, ma proprio con quell’opportunità e rispetto delle regole che sovrintendono, anche, senza essere scritte, i comportamenti di chi gestisce la cosa pubblica. “Fratelli d’Italia”, in quest’ottica, ritiene, quanto meno inopportune, le nomine sfornate nelle ultime ore dalla Giunta regionale, a poco più di tre settimane dal voto, alla Fondazione “Casa della Fanciulla Bambini” di Bisceglie, all’IPAB di Margherita di Savoia, alla ASP “Opera Pia di Venere” di Bari e alla ASP di Fasano.

A pensar male si fa peccato, ma spesso ci si indovina, diceva un noto politico e, in questo caso, è fin troppo facile ricondurre ogni nominato a candidati al Consiglio regionale nella BAT, a Bari e Brindisi vicini al presidente Michele Emiliano. Nomine importanti, che puntano, anche, a mettere propri fedelissimi in posti chiave del Welfare pugliese, forse per il timore di cambio di passo in Regione e la paura di non toccare più palla. Nomine che puntano anche a dare “l’aiutino da casa” ai candidati preferiti da chi, oggi, continua a gestire il potere e spera di continuarne ad avere la regia anche dopo il 24 novembre.

La stessa logica che ha portato, anche, a riconfermare tutti i capisezione del Dipartimento Salute, anche, di quelli non in scadenza, cosa mai vista, in modo da lasciare ‘sentinelle’ a presidio di importanti settori sanitari pugliesi anche con un nuovo assessore. Questo è quello che ci lascia un ventennio di centrosinistra targato Nichi Vendola e Michele Emiliano, che, direttamente, nel primo caso, o indirettamente, nel secondo, attraverso Antonio Decaro, sperano di continuare a tenere le ‘mani in pasta’, mentre i pugliesi continuano ad avere un Welfare e una Sanità fra le peggiori in Italia», dice Luigi Caroli, consigliere regionale di Fratelli d’Italia.

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