Grazie all’intervento del Comune, la struttura è stata riqualificata e messa al servizio della comunità, passando da da luogo abbandonato a “Centro per l’integrazione dei migranti”, che, come dice il Sindaco, Pompeo Circiello: «darà la possibilità ai migranti accolti di potersi integrare nel tessuto sociale, favorendo processi di relazione e di inclusione.».
di Redazione —

Da discarica a cielo aperto, in stato di degrado e abbandono, a luogo di accoglienza, opportunità, inclusione dei cittadini migranti nella comunità. L’ex-macello comunale di Rocchetta Sant’Antonio dallo scorso 5 novembre 2025 è diventato un “Centro Polifunzionale per l’erogazione di servizi di integrazione sociale e lavorativa”. Merito del finanziamento del Ministero dell’Interno – Dipartimento della Pubblica Sicurezza – nell’ambito del PON Legalità 2014/2020 Asse 7 “Integrazione e Accoglienza migranti” – Linea di Azione 7.1.1.
La struttura, in via Giuseppe Di Vittorio, è stata recuperata, dal punto di vista architettonico e funzionale, ristrutturata e riqualificata per essere messa al servizio del territorio attraverso il suo riutilizzo sociale. Ieri mattina, quindi, si è quindi il taglio del nastro della struttura alla presenza delle istituzioni, dei cittadini e di tanti alunni e alunne delle scuole, nasce per offrire uno spazio di dialogo, incontro, relazione con la comunità locale, potenziando la rete di accoglienza integrata dei migranti nel progetto “SAI – Sistema di Accoglienza ed Integrazione“, di cui il Comune di Rocchetta Sant’Antonio è titolare dal 2016, e del SAI ampliamento con i centri di Lacedonia e Zungoli, di cui è capofila dal 2022, garantendo l’intervento complessivo di 39 posti disponibili per i beneficiari.
«Il Centro crea una rete nelle nostre comunità, con l’obiettivo di sensibilizzarla sul tema dell’accoglienza e migliorare i processi di inclusione sociale dei cittadini stranieri che risiedono nel territorio. L’immobile ha ospitato per tanto tempo il macello comunale, nato negli anni ’60, che ha svolto le sue funzioni fino agli anni ’80. Poi, per diversi motivi, è caduto in totale disuso, fino a diventare una discarica a cielo aperto, dove avveniva un insano conferimento dei rifiuti. Attraverso il progetto del “PON Legalità 2014/2020” avviato dall’Amministrazione comunale precedente abbiamo ottenuto un finanziamento di 500.000 euro che ci ha permesso di ristrutturare e riqualificare la struttura a fini sociali, permettendoci di potenziare il servizio SAI della nostra comunità e avvicinarla al tema dell’ospitalità», ha detto Pompeo Circiello, sindaco del Comune di Rocchetta Sant’Antonio.

Per il sindaco, dunque, il “Centro Polifunzionale” «darà la possibilità ai migranti accolti di potersi integrare nel tessuto sociale, favorendo processi di relazione e di inclusione» e lo farà attraverso la programmazione di attività sportive, ricreative, culturali; momenti di informazione; laboratori ludico-espressivi e artistici. Al servizio, infatti, possono rivolgersi i cittadini di origine straniera e i cittadini italiani per favorire un reale incontro e scambio in un’ottica di integrazione culturale.
L’intervento mira a promuovere un dialogo costruttivo tra i migranti e la comunità locale, combattendo l’isolamento nel quale, spesso, si trovano a vivere e favorendo una piena integrazione sociale e culturale dei cittadini stranieri residenti sul territorio. Al convegno inaugurale, moderato dal giornalista Saverio Serlenga e organizzato dal consorzio Oltre la rete di imprese, oltre al primo cittadino, hanno preso parte: Mohammed Elmajdi, Segretario Territoriale Cisl Foggia; Maria Iossa, Responsabile progetto SAI del Comune di Rocchetta Sant’Antonio – Cooperativa Sociale Aladino; Caterina Inglese, Coordinatrice del progetto SAI del Comune di Rocchetta Sant’Antonio – Cooperativa Sociale Aladino; Anna Caprarella, Progettista/direttrice dei lavori di ristrutturazione dell’ex macello.

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