di Redazione —

I saldi hanno perso appeal? Nel conto alla rovescia che porta ai saldi invernali 2026 ci sono più sconti ma Come detto qualche giorno fa quella del 2026 sembra essere una stagione di promozione che si allunga portando più confusione per i consumatori, alle prese con il Black Friday di fine novembre fino alle promozioni e ai pre-saldi del periodo festivo, fino ai saldi cominciati lo scorso 3 gennaio 2026 nella maggior parte delle regioni, ad eccezione dell’Alto Adige, dove inizieranno oggi, giovedì 8 gennaio come si evince calendario completo dei saldi e vendite promozionali, che ne fissa inizio e durata.

«Anche quest’anno per molti consumatori gli sconti sono iniziati con anticipo, fra pre-saldi, offerte riservate, vendite “private” e promozioni online», ricorda Assoutenti, spiegando: «questo rende difficile orientarsi fra prezzi reali e sconti effettivi. Il trend conferma come il periodo promozionale si sia ormai esteso per diversi mesi, dal Black Friday fino a gennaio, con il rischio di svuotare il significato stesso dei saldi di fine stagione. A ciò si aggiungono pratiche poco trasparenti: alcuni negozi dichiarano di non aderire ai saldi, ma applicano sconti solo su richiesta, rendendo il prezzo finale poco chiaro e non immediatamente confrontabile. Una modalità che, pur non sempre illegittima, va in direzione opposta rispetto allo spirito delle norme sulla riduzione dei prezzi, nate per garantire chiarezza, verificabilità e parità di trattamento.».

In aiuto ai consumatori, sin dal 2023, c’è la direttiva Omnibus, che stabilisce come ogni riduzione di prezzo debba essere calcolata sul prezzo più basso praticato nei 30 giorni precedenti, impedendo così l’uso di rialzi artificiali, immediatamente prima dei saldi, per rendere lo sconto solo apparente. In base alla Omibus, lo sconto deve essere reale e confrontabile:

  • ogni annuncio di riduzione di prezzo deve indicare il prezzo precedente, cioè il più basso applicato negli ultimi 30 giorni;
  • devono essere sempre esposti prezzo iniziale, prezzo scontato e percentuale di ribasso;
  • le informazioni devono essere chiare, corrette e non ingannevoli, sia nei negozi fisici sia online.

Nonostante l’entrata in vigore della direttiva, come segnala Assoutenti, alcune criticità rimangono, infatti: «Alcuni consumatori segnalano esercizi commerciali che dichiarano di non aderire ai saldi ma poi applicano sconti, solo su richiesta o promozioni poco leggibili, che rischiano di vanificare lo spirito della norma.».

Ecco una serie di consigli per acquisti consapevoli, riassunti da Assoutenti riassume in un vademecum:

  • Prezzi e sconti:
    tutti i prodotti in saldo devono riportare il prezzo praticato negli ultimi 30 giorni, il prezzo scontato e la percentuale di ribasso. Attenzione ai cartellini poco chiari.
  • Cambio dei prodotti:
    il cambio di un prodotto privo di difetti non è obbligatorio ed è rimesso alla discrezionalità del negoziante. È sempre consigliabile informarsi prima e conservare lo scontrino.
  • Garanzia:
    la garanzia vale anche sui prodotti acquistati in saldo. In caso di difetti, il consumatore ha diritto alla tutela prevista dalla legge.
  • Informazioni trasparenti:
    i prodotti in saldo devono essere distinti da quelli a prezzo pieno. Se vengono venduti articoli di stagioni precedenti, ciò deve essere chiaramente indicato.
  • Pagamenti:
    le carte di credito e di debito devono essere accettate anche durante i saldi, alle stesse condizioni del prezzo pieno.

Quindi, conviene, sempre, cosa buona e giusta, per orientarsi negli acquisti in occasione dei saldi e non solo, programmare gli acquisti, confrontare i prezzi e diffidare di sconti troppo alti, informali o di occasioni troppo belle per essere vere.

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