di Piero Mastroiorio —

Nella città della gentilezza per eccellenza, San Severo, in provincia di Foggia, i “rallentatori di velocità”, meglio noti come dossi artificiali, strumenti comunemente impiegati per aumentare la sicurezza stradale in ambito urbano, vengono installati per provare la pazienza dei cittadini. Si letto bene pazienza, in alcuni punti fanno a gare con le buche. Vuoi vedere che servono non tanto per la sicurezza dei pedoni quanto per le auto, affinché non cadano nelle buche?

Mentre ci arrovelliamo le meningi cercando la risposta guardiamo all’installazione e la gestione di questi dispositivi e ai numerosi aspetti critici che presentano, sia tecnici che giuridici, che meritano di essere approfonditi. Per inquadrare i problemi è utile partire dalla normativa che disciplina l’installazione dei dossi artificiali:

  • L’articolo 42 del Codice della Strada classifica i dossi come segnali complementari che possono indicare caratteristiche del tracciato o ostacoli e servono anche a rallentare i veicoli.
  • Il Regolamento di esecuzione e di attuazione del Codice della Strada (D.P.R. 495/1992) all’articolo 179 contiene norme più dettagliate per i dispositivi di rallentamento della velocità.
  • Un parere del Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (n. 5274, 26 ottobre 2011) precisa che i dossi artificiali non possono essere installati su strade che costituiscono itinerari preferenziali per i mezzi di soccorso/intervento.
  • Devono essere presegnalati e visibili sia di giorno che di notte (es. zebrature gialle/neri).
  • I manufatti devono rispettare misure dimensionale/altezza in base al limite di velocità della strada.
nella foto tratta dalla rete un dosso omologato con altezza 5 cm

Cosa ovvia che se i dossi non sono conformi alle norme o sono causa di danni, l’ente responsabile può essere civilmente o penalmente responsabile.

Molti cittadini, alcuni pare abbiano dato corso ad una raccolta firme, altri si stanno costituendo in comitati per dare corso ad azioni legali contro il comune, si domandano se veramente tali artifizi siano veramente utili alla sicurezza:

  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere se possono causare danni alle sospensioni o pneumatici dei veicoli?
  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere se gli utenti (automobilisti, ciclisti, motociclisti) possono percepirli come intralcio o rischio, soprattutto in caso di scarsa visibilità o mancanza di segnalazione?
  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere se possono generare disagi, anche, ai mezzi di soccorso, delle Forze dell’Ordine, pubblici o con pesi maggiori, se non valutati adeguatamente?
  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere che se collocati in modo frequente o molto ravvicinati possono ridurre la fluidità del traffico urbano, generare code, rumore (frenate/accelerazioni) e persino inquinamento acustico?
  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere se in zone con molti veicoli, la costante decelerazione/accelerazione può aumentare consumi e emissioni di CO2?
  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere se in presenza di neve o ghiaccio potrebbero essere non visibili o difficili da superare da parte degli automobilisti?
  • Veramente vale la pena tenere manufatti del genere se la segnaletica non è adeguata o il manufatto risulta danneggiato, molti lo sono, può diventare un pericolo piuttosto che un aiuto?
nella foto tratta dalla rete un dosso omologato con altezza 7 cm

Non solo molti cittadini stanno misurando le altezze dei dossi temendo che non tutti siano pienamente conformi alle normative. Ad esempio esistono sentenze che dichiarano illegittima l’installazione di dossi in assenza di conformità normativa, come quella del Comune di Ardea dove è stata dichiarata l’illegittimità di dossi realizzati con altezza variabile tra 10 e 14 cm, non conformi alla norma. Ovviamente, tanti stanno valutando come avanzare richiesta di risarcimento nei confronti dell’ente responsabile dopo aver subito un danno pur rispettando i limiti di velocità.

Tra le tante Associazioni che si stanno interessando al caso dossi nella Citta c’è anche l’Associazione Vittime di Ingiustizia, che attraverso la sua responsabile, Giusi De Nicola, sottolinea: «Molti cittadini si sono stanno rivolgendo all’Associazione per informarsi su una questione che sta minacciando la sicurezza e il benessere della nostra comunità: i dossi artificiali installati nelle nostre strade. Sebbene queste strutture siano state concepite con l’intento di migliorare la sicurezza stradale, stanno causando ingiustizie inaccettabili per le vittime in situazioni di emergenza.

In particolare, voglio porre l’accento sul disagio arrecato ai mezzi di soccorso, come le ambulanze, che sono fondamentali per salvare vite. Ogni secondo conta durante un’emergenza e i dossi possono trasformarsi in ostacoli insormontabili. Immaginate un’ambulanza che, nonostante il suo lampeggiare e le sirene, si trova a dover rallentare o addirittura fermarsi di fronte a questi impedimenti.
E’ una scena che non possiamo permettere!

Chiediamo, all’amministrazione, soprattutto a sindaco ed assessori preposti, un riesame della situazione, anche togliendo i manufatti in eccesso. È tempo di trovare soluzioni più efficaci e intelligenti che tutelino la sicurezza stradale senza compromettere la rapidità e l’efficacia dei servizi di emergenza. Siamo una comunità e insieme possiamo fare la differenza!».

In attesa che le opposizioni facciano la loro interrogazione relativa ai dossi installati su strade percorse da mezzi di soccorso, che potrebbero essere rallentati nell’intervento in emergenza e per questo l’installazione è vietata su itinerari preferenziali per pronto intervento, nonché, per i disabili o i mezzi pesanti, può rappresentare un ostacolo, se non adeguatamente progettato, noi cogliamo l’occasione per segnalare che i dossi artificiali sono uno strumento utile nel panorama della “traffic calming” urbana, ma non sono la panacea per tutti i problemi di velocità e sicurezza stradale. Alla luce degli svantaggi potenziali, danni ai veicoli, peggioramento della fluidità del traffico, rischi per la manutenzione e l’accessibilità, è fondamentale che la loro installazione sia legittima, motivata, progettata e mantenuta. Inoltre, il rispetto della normativa, Art. 42 CdS, art. 179 Regolamento, parere MIT 2011, è fondamentale per evitare contenziosi o responsabilità. Infine, una domanda, che non avrà risposta: l’amministrazione locale perché non prova a considerare se nel nostro contesto urbano non sia preferibile adottare soluzioni alternative o complementari meno invasive e più armoniche?

333.3446246 Nicola – Torremaggiore —- 347.5270649 Piero – San Severo
Ufficio: Via Troia, 32 – San Severo
per preventivi o informazioni: fantownservice@tiscali.it


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