di Piero Mastroiorio —

Tanto tuonò che piovve! Il documento segreto, ormai divenuto una farsa, é sul tavolo del Sindaco. Non gli daremo nessuna visibilità! Non ci interessa dare visibilità a cose o persone, atteso anche che in molti si stanno dissociando dallo stesso. Una puntualizzazione però la raccogliamo, quella della dr. Giusi De Nicola, che, in qualità di Coordinatrice Sezione di San Severo dell’Associazione Vittime di Ingiustizia, sulla pagina ufficiale dell’Associazione ha così scritto: «In merito al documento politico recentemente divulgato, per non innescare equivoci nei cittadini, sul nome riportato nello stesso, “Associazione Italiana Vittime di Giustizia, (palesemente errato ndr) volto a chiedere la destituzione dell’Assessore alla Cultura, sento l’urgenza di esprimere una ferma presa di distanza da tale iniziativa. La cultura è un pilastro fondamentale della nostra comunità.

Non è solo un insieme di eventi e manifestazioni, ma un terreno fertile per il dialogo, la crescita e la coesione sociale. L’assessore ha dimostrato un impegno costante nel promuovere iniziative che valorizzano la nostra identità culturale e supportano gli artisti locali.
Ritengo che la via della destituzione non sia la soluzione appropriata per risolvere eventuali critiche o disaccordi. La politica dovrebbe tendere sempre a costruire ponti, non a distruggerli. Invece di chiedere la testa di una persona, dovremmo concentrarci su un confronto costruttivo, in cui le idee possano emergere e trovare spazio. Invito tutti a riflettere sull’importanza di un dibattito aperto e inclusivo. È attraverso il dialogo che possiamo davvero progredire, piuttosto che ricorrere a misure drastiche che rischiano di danneggiare non solo l’assessore, ma l’intero panorama culturale della nostra comunità.».

Detto questo, negli ultimi giorni la mormora, sulle tensioni interne alla maggioranza che governa il Comune di San Severo (Fg), si alternava con altre notizie infondate, ma questa della richiesta di alcune forze politiche, rimaste fuori dagli scranni della massima assise cittadina, diventava concreta, protocollata la richiesta di rimuovere il Vicesindaco, che ricopre anche la delega alla Cultura, ritenendo alcune sue scelte politiche non conformi ad accordi sottoscritti, meglio, disattesi. Traditi!

Cosa farà il Sindaco, nonostante tali pressioni, procederà con una sfiducia? Se la risposta fosse positiva, siamo curiosi di conoscere le ragioni dietro questa decisione. Ballano, vado a memoria, oltre 3500 voti che le hanno consentito di raggiungere la vittoria.
Il Sindaco, rischierebbe un cambio ai vertici, soprattutto, se riguarda una figura strategica come il vicesindaco, con il rischio di aprire un’ulteriore crisi istituzionale?
In una fase in cui l’amministrazione sta portando avanti progetti chiave, culturali, urbanistici e sociali, il sindaco riterrà prioritario mantenere stabilità e garantire continuità amministrativa o andare a casa, come molti consigliano?

Il Vicesindaco, seppur contestato malamente sui social, può contare su un proprio radicamento territoriale e un bacino di consenso significativo, indispensabile (!?) per mantenere compatta la maggioranza. Nei pensieri del Sindaco c’è il calcolo che sfiduciare un assessore, nonché Vicesindaco, oltre a creare fratture interne, potrebbe significare perdere una componente importante dell’elettorato, in caso di immediate elezioni?

La delega alla Cultura è tra le più delicate: programmazione di eventi, bandi, relazioni con associazioni ed enti richiedono una pianificazione di lungo periodo. Il Sindaco considera la continuità gestionale un elemento fondamentale per non disperdere lavoro già avviato e per non compromettere l’immagine pubblica dell’amministrazione?

Le richieste di parte della coalizione non sempre rispecchiano il quadro complessivo. Il primo cittadino deve tenere insieme interessi differenti, sensibilità politiche e rapporti tra gruppi consiliari. Crediamo che cedere alla pressione di uno o pochi soggetti potrebbe generare un effetto domino e incrinare gli equilibri su cui si regge l’intera alleanza. Una sfiducia rischierebbe di essere letta dall’opinione pubblica come il sintomo di un’amministrazione giunta ormai al capolinea, viste le difficoltà in cui naviga. Il Sindaco, getterà alle ortiche il voler evitare l’immagine di una maggioranza divisa, soprattutto in vista dei futuri appuntamenti politici, preferendo mostrare coerenza, responsabilità e capacità di mediazione?

Prima di arrivare a gesti radicali, il Sindaco sceglierà la via del dialogo interno? Tavoli di confronto, mediazioni e verifiche di programma sono strumenti che permettono di affrontare le divergenze senza giungere a rotture traumatiche. Sceglierà una linea capace di puntare alla ricomposizione delle fratture, più che alla loro esasperazione?

Crediamo che la decisione del Sindaco sarà quella di non sfiduciare il Vicesindaco ed Assessore alla Cultura, perché, una scelta diretta in questa direzione, non è soltanto un atto politico, ma una scelta strategica fondata su stabilità, equilibri interni e continuità amministrativa. In un contesto complesso come quello delle coalizioni, mantenere la coesione diventa spesso il modo più efficace per garantire governabilità e risultati concreti. C’è, comunque, chi scommette su una caduta imminente e che la macchina della pubblicità elettorale sia già pronta, per dare fiato alla miriade di candidati alla carica di sindaco, che si annuncia all’orizzonte.

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