di Piero Mastroiorio —

Guardando le foto inviatemi questa mattina relativa ad una recluta, che affettuosamente chiamo il Soldato Penny, mi sono fermato a fare alcune riflessioni sul mondo militare e la differenza che si può fare tra Soldati e Reclute, che non è solo una questione di esperienza, ma soprattutto di preparazione fisica, dove la Recluta rappresenta il punto di partenza, un individuo spesso gracile, non ancora temprato dalle difficoltà dell’addestramento, mentre, il Soldato incarna il risultato finale, forza, resistenza e potenza fisica al servizio della missione.

il Soldato e la Recluta

La Recluta, all’inizio del suo percorso, nella maggior parte dei casi, presenta una struttura fisica ancora fragile, con muscoli poco sviluppati e una resistenza limitata. Questo non è un difetto, ma una condizione naturale, dove il corpo non è ancora stato sottoposto ai carichi fisici e mentali tipici della vita militare, che vedrà, durante le prime fasi dell’addestramento, emergere chiaramente i limiti della Recluta, scarsa resistenza allo sforzo prolungato, difficoltà nel trasporto di equipaggiamenti pesanti e affaticamento rapido sotto stress fisico. La gracilità iniziale è il terreno su cui verrà costruita la trasformazione.

Il Soldato rappresenta l’opposto della Recluta, che, con anni di addestramento, intenso, ha forgiato un corpo forte, resistente e funzionale, la cui potenza fisica non è estetica, ma pratica: ogni muscolo è allenato per rispondere alle esigenze operative, le cui principali caratteristiche fisiche possono essere riassunte in elevata forza muscolare, grande resistenza cardiovascolare, capacità di operare sotto carichi estremi e recupero rapido dopo lo sforzo. Una potenza fisica che consente al soldato di affrontare situazioni critiche, ambienti ostili e missioni prolungate.

Mi sono domandato, guardando la foto d’apertura: come può avvenire questa trasformazione?

Soldati e Reclute

Potrei scrivere capitoli per un libro, ma non mi sembra il caso scriverne qui ed adesso, però, posso riassumerlo: nel confronto tra recluta gracile e soldato potente si evidenzia il valore dell’addestramento militare. La forza del soldato non è innata, ma costruita giorno dopo giorno attraverso disciplina, sacrificio e allenamento costante. Ogni soldato, prima di diventarlo, è stato una recluta. La differenza sta nel percorso: dove la Recluta vede un limite fisico, il Soldato vede una capacità da sfruttare.

Parlare di soldati e reclute significa raccontare una trasformazione profonda. Dalla gracilità fisica della recluta nasce, attraverso l’addestramento, la potenza fisica del soldato. È questo processo che rende il soldato una figura simbolo di forza, resistenza e preparazione totale. Il confronto tra soldati e reclute è un confronto tra potenza e fragilità. La recluta rappresenta il limite fisico, il soldato la sua distruzione. La forza del soldato nasce proprio lì: nel superamento della propria gracilità iniziale, fino a diventare un corpo pronto a tutto. In bocca al lupo, Soldato Penny, che tu e tutte le altre Reclute, possiate diventare potenze fisiche, pronte ad affrontare ogni situazione, sperando, sia sempre di difesa e mai di offesa.

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