CIAFANI: «Il Paese ha bisogno di interventi normativi e strumenti per facilitare una rigenerazione urbana adeguata alla sfida climatica a partire da una legge nazionale che fermi il consumo di suolo che non è causato dal fotovoltaico a terra, oggi vietato per legge, ma da altre infrastrutture. Serve anche rivedere il sistema dei bonus edilizi per rispettare gli obiettivi della direttiva case green.».
di Redazione —

Ecosistema Urbano 2025, il report annuale di Legambiente in collaborazione con Ambiente Italia e Il Sole 24 Ore, che restituisce per il 2024 un’immagine dei capoluoghi di provincia in chiaroscuro per le performance ambientali delle città italiane, rivela come molte città siano in affanno sulla sostenibilità. Nessuna città raggiunge il punteggio più alto e si confermano una serie di criticità: smog e rete idrica colabrodo sono questioni croniche, aumenta del 3,5% dal 2018 al 2023 il consumo di suolo, diminuiscono piste ciclabili, isole pedonali e zone a traffico limitato. Va invece bene la raccolta differenziata che per la prima volta fra i capoluoghi raggiunge la media del 65%.
«La fotografia che emerge quest’anno da “Ecosistema Urbano” evidenzia come le principali città del Paese fatichino a rispondere alle emergenze urbane e a programmare interventi tesi al raggiungimento di buoni livelli di sostenibilità e contrasto alla crisi climatica. Quello che manca è una strategia nazionale in grado di programmare scelte di indirizzo capaci di cambiare davvero le nostre città, rendendole più sostenibili, al passo con i tempi e vicine alle necessità dei cittadini. Per rilanciare il Paese occorre ripensare le città guardando alle emergenze di oggi, visibili dai dati, e a quelle di domani a cominciare dalla crisi climatica», commenta Mirko Laurenti, dell’ufficio scientifico di Legambiente e responsabile del report che stila la classifica annuale prendendo in considerazione diversi indicatori suddivisi in 6 ambiti ambientali, aria, acque, rifiuti, mobilità, ambiente urbano ed energia.

La classifica di Ecosistema Urbano vede nel 2024 al primo posto la città di Trento, con un punteggio del 79,78%, seguita al secondo da Mantova (78,74%), le uniche città a superare la soglia di 75 punti e a dominare la classifica. Subito dietro si piazza Bergamo, al terzo posto con un punteggio del 71,82%. Le altre città che rientrano della top ten sono Bolzano, quarta, seguita da Pordenone, Reggio Emilia, Parma, Rimini, Bologna, Forlì. Tutte aree urbane del nord Italia e con Bologna, al 9° posto, che si conferma la migliore tra le grandi città anche se perde una posizione rispetto alla passata edizione.
Il Sud è in affanno ad eccezione di Cosenza che è 16^ in classifica. unica città del Meridione nella top 20, anche, se, rispetto alla passata edizione perde 3 posizioni, era 13^. In fondo alla classifica ci sono nove città del sud: Caltanissetta (97°), Caserta (98°), Catania (100°), Palermo (101°), Catanzaro (102°), Napoli (103°), Crotone (104°), Vibo Valentia (105°), Reggio Calabria (106°), che non arrivano a toccare il 35% del punteggio. Crotone, Vibo Valentia, Reggio Calabria sono addirittura al di sotto dei 25 punti su 100.

Ecosistema Urbano evidenzia che le principali criticità delle città restano lo smog e le reti idriche che perdono. Ci sono 20 città quest’anno in cui le perdite d’acqua sono pari o superiori al 50%, il calo è lento rispetto alle 24 nel 2023 e alle 27 nel 2022. Nel 2024, inoltre, cala la media della superficie urbana dedicata alle infrastrutture per la ciclabilità: 10,39 metri equivalenti ogni 100 abitanti (11,02 m eq/100 ab nella passata edizione e 10,69 due anni fa). Diminuisce l’estensione media delle isole pedonali nei comuni capoluogo, che passa dai 50,7 mq ogni 100 abitanti della scorsa edizione agli attuali 48,6 mq. In calo anche l’estensione delle zone a traffico limitato che nel 2024 si attesta a 368,3 m² ogni 100 abitanti, rispetto ai 406,9 della scorsa edizione.
Secondo dati ISPRA cresce il consumo di suolo nel totale dei capoluoghi. A fronte di una diminuzione di abitanti, aumenta la percentuale di suolo impermeabilizzato per ogni abitante delle città, sempre su base quinquennale, pari a +6,3 mq/ab dal 2018 al 2023 (+3,5% rispetto al 2018), con forti variazioni da città a città. Fra le buone notizie ci sono invece i dati sulla raccolta differenziata, che supera la media del 65%, con 15 capoluoghi oltre l’80%. Aumenta il numero di passeggeri trasporti dal trasporto pubblico locale.
«Le città italiane si stanno lentamente trasformando. Sono tanti e visibili i cantieri della transizione ecologica, ma sono ancora troppi i problemi irrisolti a partire dalla mitigazione e l’adattamento delle città agli impatti della crisi climatica così come il reperimento delle risorse finanziare dopo la conclusione del PNRR. Il Paese ha bisogno di interventi normativi e strumenti per facilitare una rigenerazione urbana adeguata alla sfida climatica a partire da una legge nazionale che fermi il consumo di suolo che non è causato dal fotovoltaico a terra, oggi vietato per legge, ma da altre infrastrutture. Serve anche rivedere il sistema dei bonus edilizi per rispettare gli obiettivi della direttiva case green», commenta Stefano Ciafani, Presidente nazionale di Legambiente, chiedendo di approvare una legge nazionale per la rigenerazione urbana e di avviare una stabilizzazione definitiva dei bonus per le ristrutturazioni edilizie senza farli scendere al di sotto del 50%.

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